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Accordo Comune-centri sociali, polemiche senza fine: la Destra all’attacco di Pastorino

Genova. Il Comune di Genova ha appena regolarizzato i centri sociali e le polemiche non accennano a placarsi. Le occupazioni di edifici di proprietà comunale o demaniale da parte di gruppi di giovani risalgono nel capoluogo ligure al 1994 e fino a pochi giorni fa i centri, Zapata, Terra di Nessuno, Buridda e Pinelli, si trovavano di fatto a vivere nell’illegalità.

Da qui l’esigenza di sanare la situazione. L’iniziativa, promossa dall’assessore al Demanio Bruno Pastorino e sostenuta da tutta la Giunta Vincenzi, prevede l’affidamento a canone ridotto di spazi di propietà comunale ai centri sociali e la creazione di una associazione riconosciuta ufficialmente per favorire il dialogo con la pubblica amministrazione.

Pastorino si era dimostrato soddisfatto: “I centri sociali autogestiti Zapata, Terra di Nessuno, Buridda e Pinelli rappresentano una risorsa per la creazione di opportunità di partecipazione e socializzazione per i giovani, oltre a realizzare iniziative ed eventi di qualità. Oggi arriviamo alla regolarizzazione grazie all’intelligenza dei quattro centri sociali genovesi che hanno bandito il rifiuto del dialogo con le istituzioni”.

Nell’immediatezza erano però arrivati i commenti negativi della Lega, che con il capogruppo in Comune Alessio Piana aveva così tuonato: “La decisione presa oggi dal Comune di Genova è a dir poco vergognosa. E’ scandaloso che i centri sociali ottengano risposte di questo tipo dal Comune mentre altre associazioni di volontariato, in cui operano onestamente giovani della nostra città, trovino spesso le porte chiuse e vengano presi a pesci in faccia quando sono alla ricerca di locali in cui lavorare ed incontrarsi”; ma anche del coordinatore della Fondazione Oltremare Giovani e candidato al consiglio comunale per Lista Enrico Musso Sindaco, Mozio che, pur smorzando i toni, aveva criticato l’intesa: “La decisione presa ieri in Comune di regolarizzare i centri sociali nasce da un intento nobile, quello di stabilire un dialogo con realtà illegali ed estese sul territorio, ma le modalità con cui è stata poi messa in atto è profondamente sbagliata ed anti democratica”.

Ora è il turno de La Destra che, in un duro comunicato, swi scaglia contro la decisione del comune: “Dove e’ finito l’articolo 3 della Costituzione che dice che siamo tutti uguali e dobbiamo avere pari opportunità? E il rispetto delle leggi? E’ già stata presentata una mozione in sede di consiglio comunale dal consigliere Gianni Bernabo’ Brea. Ma la risposta dell’assessore Bruno Pastorino, che stranamente non si è fatta attendere, fa rabbrividire: l’assessore si complimenta con i centri sociali perché “non hanno bandito il dialogo”.

“Si parla -continua La Destra- di protocollo d’intesa tra comune e centri sociali, ma perché l’assessore non parla del suo contenuto? In un accordo ci sono diritti e doveri: il dovere del comune, ossia i nostri doveri, sono ridurre il canone d’affitto e garantire nuove sedi idonee, ma dei doveri dei centri sociali non ve ne è traccia”. Per ora l’accordo regge, ma certo gli strascichi non termineranno tanto presto.