Abisso blucerchiato: a Pescara arriva la prima sconfitta targata Iachini, 1 a 0 per Zeman

Il dato più drammatico della fine del primo tempo di questa trasferta della Sampdoria targata Beppe Iachini a Pescara sono le sole due conclusioni, una nello specchio e l’altra fuori. Per il resto solo banda Zeman.

Iachini presenta la formazione annunciata, Da Costa in porta, Rispoli, Volta, Rossini, Castellini sulla linea difensiva, Dessena, Palombo, Soriano sulla linea dei centrocampisti, in avanti Foggia, Piovaccari, Bertani.

E dire che per i primi dieci minuti la Samp era riuscita a tenere il campo in maniera dignitosa, riuscendo ad arrivare al tiro con Piovaccari e chiudendo bene gli spazi.

Da quel momento in poi cominciano ad arrivare pericoli dalle fasce in maniera costante: prima Zanon, poi Sansovini, e ancora Ciro Immobili e Kone. Quattro occasioni una dietro l’altra in dieci minuti.

Un altro pericolo arriva al 35’: errore di Da Costa, ne approfitta Sansovini che però calcia debolmente. Il primo tempo si chiude senza recupero: alti ritmi, tanto Pescara, poca Samp.

Il secondo tempo i blucerchiati sembrano entrare con un piglio diverso: tengono meglio il campo, buttano un po’ di palle in mezzo, subiscono sì le ripartenze veloci, ma riescono a contrattaccare. Un paio di punizioni al limite ricavate da Bertani vengono però sprecate malamente. Il Pescara colpisce però nel momento migliore della Samp (migliore, insomma).

Al 61’ esce il capitano Angelo Palombo, che tra gli altri non aveva troppo demeritato ed entra Pedro Obiang. La sostituzione sarà discussa, cominciano noi. Al 68’ il Pescara va in vantaggio: Foggia perde palla, Verrati scarica su Sansovini che scarta Da Costa e la butta dentro. 1 a 0.

Da quel momento in poi molta confusione, qualche attacco frustrato, Iachini che finisce col giocare con 4 punte con l’entrata di Konan al posto di Dessena e Fornaroli al posto di Soriano.

Il risultato di questi tentativi di attacco è stato il subire contropiede dal Pescare che più volte è andato vicino al raddoppio.

Dopo le quattro gare con Iachini alla guida, ricordando le pretazioni con Gianluca Atzori, viene da citare la più celebre frase di Gino Bartali: “E’ tutto da rifare”.

E la Sampdoria scivola.