Politica

Stato sociale, a rischio servizi e occupazione: “Il welfare non è in vendita, intervenire subito”

Liguria. Nei giorni in cui la Liguria è stata colpita dai tragici fatti alluvionali in moltissimi si sono attivati all’interno di una grande e spontanea rete di solidarietà, in particolare un contributo fondamentale è venuto dai giovani, dal mondo dell’associazionismo, dal volontariato e dal sociale. “Proprio quel variegato settore oggi aggredito da tagli indiscriminati e da politiche di rigore che pesano sempre sulle spalle degli stessi. Il welfare rischia di scomparire”. E’ il grido d’allarme lanciato oggi da Sel Liguria in un apposito convegno per ricordare che “il sociale non è in vendita”, a cui hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche Sociali Lorena Rambaudi, rappresentanti del terzo settore, sindacalisti e anche il candidato alle primarie del centrosinistra, Marco Doria.

“Siamo di fronte a una situazione difficile, non solo per le risorse – ha spiegato Rambaudi – fino a pochi giorni fa avevamo un Governo che voleva smantellare il sistema sociale in Italia restringendo il perimetro dell’intervento del pubblico e lasciando i cittadini a loro stessi. Se dotati di capacità economica per l’acquisizione servizi su libero mercato e assicurando invece interventi caritativi solo alle estreme fragilità”. Un altro duro colpo assestato al welfare è arrivato con “l’annullamento della 328, la legge riferimento per il sistema dei servizi – ha sottolineato – la mia preoccupazione e quella degli altri assessori regionali non è quindi solo difendere le risorse per il 2012, azzerate dal governo, ma anche e soprattutto difendere l’idea di uno stato sociale per tutti”.

Se un nuovo esecutivo sarà affidato al neo senatore Monti, molti scommettono in una nuova linea del rigore, con riforme così dette “lacrime e sangue”. “Peggio di così non si può fare – ha chiosato Rambaudi – la Conferenza delle Regioni ha comunque pronto un documento, in accordo con Anci e Upi, che sottoporremo al nuovo Governo”.

“In questi anni il governo Berlusconi ha prodotto una vera macellaria sociale – ha dichiarato Simone Leoncini, coordinatore regionale di Sel – azzerando i fondi del comparto e colpendo fortemente gli enti locali. E’ ora di mettere fine a tutto ciò, anche in un quadro di difficoltà come quello attuale”.

Un’unità di crisi, come auspicato da Sel, con tutti i soggetti del sociale intorno a un tavolo “per capire come non tagliare”. Davanti una doppia emergenza: da un lato i cittadini rischiano di essere abbandonati, dall’altro una voragine occupazionale pari a quella che sta interessando Fincantieri. “Bisogna intervenire subito, il 2012 rischia di essere un anno terribile – ha aggiunto il coordinatore di Sel – Non con la linea del rigore ma agendo sui ceti più abbienti con una patrimoniale pesante”.

“E’ necessario tassare le rendite finanziare, così come è necessario che anche le fondazioni bancarie dimostrino maggiore attenzione al sociale – ha poi concluso Leoncini – Nel nostro piccolo, ad esempio, la Banca Carige interviene verso il Comune con soli 2 milioni, servirebbe invece da parte dell’istituto uno sforzo maggiore”.