Cronaca

Save the Children, Atlante dell’infanzia: “In Liguria 30 mila minori vivono in povertà”

Liguria. Il disegno tracciato da Save the Children sui minori liguri che vivono in povertà non è confortante. Secondo l’Atlante dell’infanzia, infatti, sono ben 30 mila i ragazzi che vivono in condizioni disagiate. In base alla ricerca, la Liguria è a metà della classifica regionale per servizi all’infanzia, e al terzo posto per la spesa regionale nell’area famiglia e minori, mentre il 26,5% delle famiglie non può permettersi neanche una settimana di ferie.

La ricerca ha rilevato che i minori in Italia sono complessivamente 10 milioni 229 mila, pari al 16,9% del totale della popolazione. Di essi circa 223.000 – pari al 13,8% della popolazione regionale – vivono in Liguria. Una quota esigua tanto che la Liguria è confermata come la regione più anziana d’Italia: gli over 65 sono 232 ogni 100 minori. Questa “anzianità” è solo in parte bilanciata dalla presenza di minori figli di genitori stranieri: il 14,70% della popolazione minorile.

Per quanto riguarda i servizi all’infanzia, la Liguria è in una zona media della classifica: per esempio per gli asili nido si attesta al 16,60% (percentuale di bambini fra 0 e 2 anni presi in carico dai nidi pubblici), a fronte del 29,5% dell’Emilia Romagna ma anche del 3,5% della Calabria, che chiude la classifica. Per quanto poi riguarda invece la spesa regionale pro-capite per interventi e servizi sociali, la Liguria si posiziona al terzo posto con 199 euro pro-capite per famiglie e minori, sotto il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna.

Ciononostante in Liguria il 12,4% della popolazione minorile vive in povertà: sono 30.000, pari al 12,4% della popolazione minorile. Significativo anche l’indicatore relativo al Nord Ovest, dove il 5,9% delle famiglie con figli minori ha dichiarato la difficoltà a “fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni” e l’8,5% la difficoltà di “potersi pagare le cure mediche”.

“La qualità della vita dei nostri bambini e ragazzi è mediamente incomparabile con quella del secolo scorso”commenta Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia. “Tuttavia,se non è più la tubercolosi a uccidere, o la guerra, oggi i nostri minori fanno i conti con la povertà, la scarsità di servizi per l’infanzia, le città inquinate, stili di vita insani che conducono all’obesità”. Secondo Neri, è urgente che il Paese inverta la sue politiche: “Finora ha sempre investito molto nelle pensioni e molto meno di quanto avviene altrove per aiutare i minori, i giovani e le famiglie con figli”.