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Sanità, Cgil davanti agli ospedali liguri: “Salute diritto fondamentale, cartolarizzazione non elimina i problemi”

Liguria. Per “difendere il diritto alla salute e per ridare centralità ad un welfare messo in ginocchio dai continui tagli”, la Cgil promuove per venerdì prossimo oltre 400 iniziative di protesta in tutta Italia. In Liguria saranno oltre venti i luoghi dove saranno effettuati presidi e volantinaggi.

“In questo panorama – scrive la Cgil ligure in una nota – diventa necessaria la diminuzione delle Unità ospedaliere complesse cliniche, amministrative, tecniche e professionali con l’intento di congiungere l’assistenza clinica/ospedaliera a quella di supporto al paziente ancora oggi troppo frammentate.
Tali operazioni si dovranno attuare coinvolgendo di più i medici di base e intrecciando in modo concreto le specialità ospedaliere con quelle territoriali, attivando una sempre maggiore collaborazione di tutti gli operatori sanitari in tutti gli ambiti affinchè si possa dare una continuità assistenziale alle persone che ne hanno bisogno.

Attivare servizi sul territorio aperti 24 ore su 24 con un finanziamento vincolato ad essi per dare risposte in termini di cure primarie, visite ed esami nei centri socio sanitari del distretto aperti h24 e collegati al servizio emergenza/urgenza”.

Non è invece condivisa “l’idea dell’alienazione del patrimonio immobiliare pubblico per ripianare il deficit del sistema sanitario ligure in quanto tal operazione non elimina i problemi strutturali che, senza seri programmi per rendere la sanità più efficiente, si ripresenteranno puntuali”.

Le preoccupazioni della Cgil sulla sanità devono fare i conti con i tagli del Governo: “sul fronte sanitario infatti per il 2012 la Liguria dovrà fare a meno di 100 milioni di euro che si sommano ai tagli del 2010 e 2011 (nel 2010 erano arrivati dal Governo 70 milioni in meno, situazione che nei fatti si è ripetuta per l’anno in corso con la conferma del budget 2010). I denari mancanti sono frutto sia del taglio nazionale alle risorse sia del piano di rientro dal deficit che la Liguria si trascina da qualche anno. Concretamente nel 2012 le ASL liguri dovranno fare a meno di: 40 milioni Asl 3 genovese, 20 milioni Asl 5 spezzina, 35 milioni Asl 2 savonese, 5 milioni Asl 1 imperiese e Asl 4 Tigullio.

Non potendo contare sulle risorse necessarie (alla Liguria non è stata data la “quota pesata” ossia le risorse necessarie aggiuntive in virtù del fatto che siamo una regione di anziani dove il tasso di popolazione ultrasessantacinquenne è il più alto d’Italia) e per non sfondare il tetto dei 150 milioni di deficit nel 2011, alcune ASL hanno dovuto ricorrere sino al 31 dicembre 2011 anche al blocco dei ricoveri e delle prestazioni chirurgiche (ovviamente non quelle indispensabili ed urgenti). È il caso ad esempio della ASL 2 savonese. A Spezia invece i tagli si sono abbattuti sulla riabilitazione con la chiusura di un modulo (Don Gnocchi) presso l’ospedale di Sarzana.

La gravità della situazione porta con sé due ordini di problemi: dal punto di vista del personale e dell’utenza. “Nel primo caso sono a rischio circa 300 figure professionali in Liguria. Questo trend negativo legato all’occupazione continuerà certamente nell’anno in corso dove la sospensione delle attività ospedaliere quali ad esempio chirurgia rischia di lasciare a casa lavoratori con contratto a tempo determinato e lavoratori interinali che oggi gravitano attorno a tale servizio in un contesto in cui, dal 2006 ad oggi, abbiamo perso in sanità circa 600 figure professionali a livello regionale.

Sul servizio invece, oltre a quanto già detto, uno dei primi effetti della mancanza di risorse nazionali è il taglio di circa 200 posti letto a livello regionale già nel 2012.
Per far fronte a questa situazione difficilissima, la Regione Liguria ha predisposto un piano di rientro che nel 2012 dovrebbe andare a regime, portando con sè una serie di razionalizzazioni.
Si tratta di operazioni volte ad eliminare doppioni: la Regione infatti ha previsto l’accorpamento di circa 110 strutture complesse (ossia reparti di ospedali) per un risparmio complessivo di 11 milioni di euro.

Questi sono solo alcuni esempi di come si dovrà intervenire per liberare risorse che potrebbero finalmente dare corso ad una seria politica distrettuale ossia al potenziamento di strutture sul territorio nelle quali concentrare diagnostica, medicina di base, primo soccorso, ossia tutta quella casistica che oggi riempie impropriamente gli ospedali con un aggravio complessivo dei costi.
Sui tickets sanitari con i provvedimenti di luglio la Regione applica un ticket di 25 euro per l’accesso al pronto soccorso in “codice bianco” e 10 euro  su ogni ricetta per prestazioni specialistiche ambulatoriali (sia per visite che per esami diagnostici); questi 10 euro si aggiungono al già presente ticket massimo di 36,15 euro sulla singola prestazione specialistica, che in caso di necessità di più prestazioni si moltiplicano fino ad arrivare a situazioni per cui  diventa più conveniente rivolgersi direttamente ad istituti privati. La Giunta regionale ha deciso che a pagare debbano essere anche i cittadini con patologie croniche (diabetici, cardiopatici, ecc) con un reddito famigliare superiore a 36.151,98 euro.

Il problema delle liste di attesa sulla residenzialità è uno dei punti critici della sanità ligure. Ad esempio, nel solo comune di Sestri Levante, le persone che attendono un posto letto nelle residenze per anziani sono circa 180 e con i tagli dell’anno prossimo il numero è destinato a salire, come peraltro, in alcune realtà il blocco delle prestazioni ospedaliere non urgenti da qui alla fine dell’anno porterà certamente ad un boom di domande sulla diagnostica.
Non autosufficienza: per questo grave problema che purtroppo non colpisce solo le persone anziane, i fondi dedicati stanno via via sparendo. Nel 2010 ne beneficiavano circa 6 mila persone, nel 2011 la metà. I beneficiari sono coloro che non superano i 10 mila euro di reddito l’anno e potranno avvalersi di tale “importante” somma solo fino a marzo prossimo: dopo non c’è alcuna certezza che le risorse siano ancora disponibili.

Insomma le prospettive complessive in sanità non sono buone: in Italia nel 2013 i tagli ammonteranno a 8 miliardi di euro con effetti devastanti su regioni come la nostra.
I punti informativi previsti per venerdì 18 novembre 2011:
Genova: ore 8 – 12 presso San Martino/Ist (entrata Monoblocco), ex ospedale psichiatrico di Quarto, Galliera, Fiumara, Villa Scassi, Sestri Ponente, Voltri, Gallino.

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