Samp, Iachini avanti tutta: “Tutto il mio impegno per tornare in serie A”

Genova. Attesa e scetticismo. Attesa lunga mesi per questo cambio di rotta che la tifoseria ha auspicato sin dai primi scricchiolii (leggi sconfitta casalinga contro il Torino). Pochi tifosi ad aspettarlo fuori dal President Starhotel. Qualche mugugno nei confronti di Pasquale Sensibile.

“La prima cosa che tengo a sottolineare è un ringraziamento alla proprietà che sta condividendo le mie scelte e mi sta lasciando in completa autonomia. Stiamo lavorando per far arrivare la Sampdoria dove le compete. Voglio ringraziare le persone che hanno lavorato alla Sampdoria e la tifoseria che continua a sostenerci nonostante la squadra non sta dando i risultati attesi.
La scelta è ricaduta su una persona che ha sempre conquistato i suoi obiettivi, con la lotta e con la conoscenza soprattutto di quella categoria dove la Samp sta giocando”.

Parola a Beppe Iachini, dunque. Sereno e deciso. “Due parole di ingresso – esordisce – devo ringraziare la famiglia Garrone e Pasquale Sensibile per gli attestati di stima ma soprattutto per questa opportunità di andare a vincere una nuova battaglia. E’ una squadra che ho sfiorato da giocatore ai tempi di Boskov e negli anni c’è stata l’opportunità ma non c’è stata la concretezza. Ci arrivo da allenatore, sono contento di questo e farò di tutto e di più per riportare la Sampdoria e i suoi tifosi dove meritano”.

Parole di rito, ma da quel momento in poi si parla di fatica, di moduli, di impegno: “Io credo nel lavoro e nella fatica. Io ho vissuto delle situazioni da allenatore e sono state situazioni diverse. A Chievo squadra retrocessa dopo la Champions, e c’è voluta un certo tipo di pasticca, senza tralasciare il lavoro sul campo, dare organizzazione, mentalità spirito e affrontare settimana che porta alla partita: ogni vittoria va conquistata”.

Il discorso relativo alla tattica qui non è ortodosso (come non lo è stato però neppure con Atzori): “Da allenatore non ho un modulo di base, ho delle idee che mi possono far spostare la bilancia da una parte piuttosto che dall’altra. I moduli li fanno i giocatori, io ho vinto con il 4-3-3 e con il 3-5-2, l’importante è che i giocatori diano il 120%”-

Come ogni allenatore all’inizio della sua avventura in blucerchiato ovvio un riferimento ai tifosi. Poche parole. Efficacissime. “Io a Marassi voglio una bolgia”.

Un po’ controvoglia, quasi con fastidio, è spinto anche a parlare di Genoa: “A me non interessa dell’altra squadra della città”.

Iachini non vuole neanche parlare di mercato: “E’ con questo che dobbiamo andare avanti, il mio pensiero è a domani mattina e a Bari, di mercato non ne voglio sentire parlare”.

Infine un monito: “I campionati vanno vinti sul campo”.