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Regolarizzati i centri sociali a Genova, Moizo: “Modalità antidemocratica”

Genova. “La decisione presa ieri in Comune di regolarizzare i centri sociali nasce da un intento nobile, quello di stabilire un dialogo con realtà illegali ed estese sul territorio, ma le modalità con cui è stata poi messa in atto è profondamente sbagliata ed anti democratica”.
E’ il commento del Coordinatore della Fondazione Oltremare Giovani e candidato consiglio comunale per Lista Enrico Musso Sindaco, all’indomani della delibera firmata dall’assessore Pastorino sulla regolarizzazione dei centri sociali.

“Ci sono decine di associazioni di volontariato, Croce Verde inclusa, che chiedevano ad esempio lo spazio del Mercato del Pesce a Caricamento e sono state del tutto ignorate dalla giunta comunale – sottolinea Moizo – così come sono state ignorate le nostre proposte alternative. Con il senatore Musso abbiamo infatti organizzato incontri in Fondazione Oltremare con architetti e cittadini e insieme a loro preparato due progetti molto interessanti che sarebbero stati di pubblica utilità per tantissimi cittadini: un centro interculturale sul modello di quello di Torino, con una doppia funzione di servizi e formazione per gli stranieri, ma anche didattica e di intrattenimento, con corsi di ogni tipo, danza, cucina, concerti e mostre, con la finalità di diffondere le culture miste presenti sul territorio. Oppure uno spazio a metà tra un laboratorio artistico ed un museo del 900 dedicato ai giovani”.

“Invece l’amministrazione Vincenzi e l’assessore Pastorino hanno preferito pensare, probabilmente, ai voti che questa operazione potrebbe portare da parte dei giovani dei centri sociali – aggiunge – Cosa importa quindi se spazi come il Mercato del Pesce saranno regalati (con il 90% di canone ridotto) a realtà di nicchia dove la maggior parte dei genovesi non ha mai messo piede? La città è di tutti, come è possibile che vengano privilegiate delle attività che oltre ad essere illegali, sono fortemente politicizzate, a discapito di tutti coloro che la pensano diversamente?

Altrettanto grave la situazione dello Zapata a Sampierdarena dove il Comune è impegnato in una trattativa con il Demanio per concedere gratuitamente l’utilizzo dei Magazzini del Sale al centro sociale stesso. Insomma dopo 15 anni di reato penale, l’unico intervento è quello di avvalorare l’esproprio. Verrebbe davvero da consigliare alle associazioni di volontariato di andare in giro per la città ed occupare il primo edificio comunale o demaniale che trovano”.

In un momento come questo – conclude Moizo – dopo l’alluvione e con tutti i problemi che attanagliano la citta oggi, aver dedicato in giunta comunale del tempo (e quindi soldi pubblici) per approvare un simile provvedimento sia quasi oltraggioso verso tutti i genovesi, soprattutto perchè è stata una decisione presa come al solito senza alcun dibattito, dalla giunta”.