Cronaca

Meno treni e più cari, pendolari liguri: “Se il governo non finanzia il Tpl sarà la fine”

Genova. “La situazione è seria, anzi drammatica, ed è con molta preoccupazione che l’assessore Vesco guarda al 2012”. Esordiscono così i pendolari liguri, che proseguono: “Svanita con la legge di stabilità la speranza che fossero ristabilite le risorse per il Tpl, resta la realtà dei tagli (e degli aumenti) che colpiranno il comparto del trasporto pubblico nei mesi a venire, sempre che il nuovo Governo non cambi celermente questa rotta suicida”.

I pendolari ricordano che durante un incontro, l’assessore Vesco ha fatto il punto della situazione e prospettato due scenari. “Il primo, e più inquietante, si verificherà da aprile 2012 se le trattative che le Regioni stanno per intraprendere nei confronti del nuovo governo non avranno successo. Sarà in pratica il collasso del sistema di trasporto pubblico, con riduzioni del servizio dell’ordine del 50% – spiegano – Il secondo sarà quello determinato dall’entità degli eventuali finanziamenti che le Regioni riusciranno a portare a casa nel confronto con il governo”.

“Nei due casi, non si scappa: Vesco annuncia (ancora e comunque!) tagli e aumenti dei biglietti a partire dai primi mesi del 2012. Ma andiamo con ordine: il bilancio regionale per il trasporto su ferro è stato ad oggi così predisposto: 22 milioni da trasferimenti dello Stato; 20 milioni ‘dirottati’ dal trasporto su gomma (ma che andranno prima o poi reintegrati); 10 milioni recuperati da variazioni di bilancio. Totale: 50 milioni che però saranno insufficienti a coprire il fabbisogno del 2012, che ammonterebbe a circa 79 milioni di euro (valore del Contratto di servizio con Trenitalia). Mancherebbero a questo punto ancora 29 milioni di euro da chiedere allo Stato”.

“La Regione sta valutando come detto anche ulteriori tagli e aumenti (che scatteranno dall’anno prossimo) per ridurre al massimo la forbice tra fabbisogno e richiesta di copertura finanziaria al Governo che, come sappiamo, non sarà certo propenso ad allargare i cordoni della borsa – continuano i pendolari – ecco alcune nostre richieste: fare una ulteriore valutazione sulla effettiva necessità di apportare tagli e aumenti al costo dei biglietti e degli abbonamenti; ribadire esplicitamente che chi rinnova l’abbonamento annuale e dovesse in seguito valutare che l’offerta di treni non è più confacente alle sue esigenze, possa ricevere un completo rimborso dei mesi rimanenti, senza penalità di sorta; estendere questa possibilità anche alla Carta Tutto Treno; rendere disponibile anche una versione della Carta Tutto Treno ‘unidirezionale’; studiare alternative agli IC quali l’introduzione di alcuni regionali velocizzati”.