Genova, studenti in piazza: "Chiediamo diritti, Profumo non può avere il nostro appoggio" - Genova 24
Cronaca

Genova, studenti in piazza: “Chiediamo diritti, Profumo non può avere il nostro appoggio”

studenti 17-11-2011

Genova. Agg.h.18.42 Si è concluso pacificamente il corteo degli studenti genovesi, partito oggi pomeriggio da Piazza Caricamento e arrivato poi in Piazza Fontane Marose dopo aver fatto una tappa non programmata alla Loggia dei Banchi, sede della presentazione del Puc ai cittadini, e dove gli studenti hanno protestato contro l’operato della giunta comunale e i progetti di ulteriori cementificazioni.

Giunti in piazza Fontane Marose, i manifestanti hanno coperto l’istituto bancario Barclays in segno di protesta contro le banche, trasformando l’ingresso in un bar, con tanto di tavolino per le consumazioni e l’insegna “bar default, la storia del debito non la beviamo”.

Dopo i disordini scoppiati nelle piazze di Milano e Torino, a Genova il corteo studentesco non ha creato particolari disagi né al traffico né soprattutto all’ordine pubblico. Centinaia di ragazzi delle scuole superiori genovesi e dell’università a cui si sono uniti Cobas e Cub si sono dati appuntamento oggi pomeriggio in piazza Caricamento “per difendere il diritto allo studio e tutti i diritti che ci vengono sottratti da anni a questa parte a colpi di finanziarie”.

E se nei capoluoghi lomabardo e piemontese “la rabbia di una generazione a cui è stato distrutto il presente” si è fatta sentire, a Genova i toni sono stati nettamente più blandi. Tra musica, slogan e colori, il convitato di pietra rimane il potere, di qualsiasi colore.

“Siamo in piazza anche per ricordare i notevoli tagli all’istruzione che vanno a colpire chi ha maggiormente bisogno e non ha al contrario la possibilità di andare in una scuola privata” spiega una studentessa. Il promemoria per il governo appena insediato è chiaro: “Il nuovo ministro Profumo si è detto disponibile all’ascolto, vedremo – conclude – anche se siamo preoccupati: ha definito quella della Gelmini una buona riforma”.

“Il governo Berlusconi è caduto, ma ora siamo nelle mani delle banche che hanno creato questa crisi e tutti i conseguenti tagli – ha rincarato uno studente – La crisi l’hanno creata loro e loro la devono pagare”. E di Francesco Profumo, savonese e neo ministro all’Istruzione “non ho fiducia, sono tutti lì per l’economia globale non certo per la gente. Noi non ci crediamo più”.

Nella giornata mondiale per il diritto allo studio, “abbiamo visto forme di conflitto molto dure, segno che la situazione non è più sostenibile – spiega un altro ragazzo riferendosi ai tafferugli nelle altre città – il diritto alla scuola è emblema di come la società venga i privilegiati rimarrando privilegiati e non ci sarà equità sociale. Tutto il sistema, media compresi, demonizzano il movimento e proponendo un solo modello unico di pensiero”.

Del nuovo ministro neanche a parlarne “era membro di Unicredit, la dice lunga sulle politiche di privatizzazione di scuole e università che ha in mente, non a caso si era detto a favore del distrasto Gelmini, non può avere il nostro appoggio”.

Nella piazza di Genova c’è spazio anche per adulti, movimenti e sindacati. “Sono un adulto – spiega Paolo Putti, candidato sindaco Movimento 5 Stelle – ho due figlie, una terza in arrivo e mi sembra giusto essere vicino ai giovani, siamo responsabili sono le prime generazioni per cui il futuro sarà peggio del presente – sottolinea il leader dei grillini – siamo qua per dare solidarietà e assumerci la nostra responsabilità per restitutre loro un mondo che offra opportunità”.

La lotta degli studenti è anche quella dei lavoratori – conclude Mauro Milani Cub Genova – salvaguardare le risorse per l’istruzione pubblica significa farlo anche per i trasporti e la sanità e allo stesso tempo non dare il paese nelle mani di pochi che sfuttano soltanto la maggiorparte dei cittadini”.