Genova, studenti di nuovo in piazza venerdì: “Ci riprenderemo le strade” - Genova 24
Cronaca

Genova, studenti di nuovo in piazza venerdì: “Ci riprenderemo le strade”

Genova - Protesta Studenti ottobre 2011

Genova. Citando Fabrizio De Andrè, al grido di “Voi non avete fermato il vento”, gli studenti torneranno a mobilitarsi domani nella capitale e venerdì 4 nelle altre città d’Italia, Genova compresa. Ad annunciarlo gli stessi studenti della rete della Conoscenza, spiegando che ”dopo il 7 ottobre, in cui 150.000 studenti si sono mobilitati nel paese, e il 15 ottobre a Roma, con mezzo milione di persone in piazza di cui 50.000 studenti, le questioni che il movimento studentesco pone al governo non sono ne esaurite ne risolte”.

“I giochi di potere – aggiungono – vogliono far scivolare il dibattito dai temi e dai problemi reali del paese alla spirale violenza/repressione”.

Nel resto paese mobilitazioni sono previste per il 4 novembre in 20 città. Da Bari a Torino, da Palermo a Milano, da Napoli a Genova gli studenti torneranno a invadere le strade della città.

“Vogliamo riprendere il filo delle lotte partite sin dal primo giorno di scuola – dichiara Mariano di Palma, coordinatore nazionale Uds – e le scuole stanno cominciando occupazioni e autogestioni, tra gli studenti c’è voglia di cambiamento nelle proprie scuole, nel paese e nell’intero pianeta. Il 3 a Roma e il 4 in tutto il paese dimostreremo che non ci siamo fermati e rilanceremo la data di mobilitazione internazionale del 17 novembre, ripresa anche dagli occupanti di Wall Street e in tanti altri paesi, grazie a un appello che abbiamo tradotto in più lingue”.

“Il movimento studentesco il 17 novembre tornerà di nuovo in piazza tutti insieme in tutto il mondo – si legge nella pagina Facebook dell’Unione degli Studenti di Genova – in Italia scenderemo in piazza anche il 4 novembre, scenderemo in piazza e ci riprenderemo le strade, bloccheremo le città, occuperemo ed autogestiremo le scuole.

E’ possibile una società che metta le persone davanti ai profitti, è possibile una scuola italiana che sia pubblica e laica, che abbia programmi al passo ci tempi che abbia strutture che non cadano a pezzi, dove gli studenti in stage non vengano sfruttati, dove sia garantito un reale diritto allo studio. Noi lotteremo per questo – conclude la nota – E’ giusto ribellarsi, ci hanno voluto schiavi ci avranno solo ribelli”.