Genova, mostra sulla detenzione alla facoltà di Giurisprudenza

Genova. Sarà inaugurata ufficialmente lunedì 21 novembre alle ore 11.00 (Facoltà di Giurisprudenza, Via Balbi 5, Aula Magna) la mostra dal titolo “Libertà va cercando, ch’è sì cara – Vigilando redimere”, in programma presso la stessa facoltà, dal 21 al 26 novembre (orari d‘apertura 9-19).

La mostra, composta da un trentina di panelli, è divisa in tre sezioni: Presenza: un io che rinasce, Carità: legati da un comune destino, Lavoro: utili alla compagnia umana.

Il principale intento della mostra è documentare che, paradossalmente, in un luogo dove tutto sembra finalizzato alla privazione della libertà, può nascere una domanda di verità di sé, inizio di un percorso di redenzione.
Analogamente, ci sono uomini – magistrati di sorveglianza, guardie, educatori – che vivono con grande umanità e rispetto per le persone il loro lavoro nelle carceri. Ad essi si aggiungono molti fra coloro che svolgono nelle carceri un’attività di caritativa di condivisione del bisogno dell’altro o danno vita ad attività produttive che offrono lavoro ai detenuti.

Il più importante aspetto di queste testimonianze, messo in luce nella mostra, è la documentazione di una presenza che fa rinascere la speranza in un ambiente dove non si dovrebbe aver più speranza.

La mostra metterà a tema anche il ruolo della detenzione nel nostro Paese, a partire dalla Costituzione che concepisce la detenzione come un “percorso di redenzione” e il carcere come un luogo in cui “vigilando redimere”. Oggi questa funzione rieducativa prevista dalla Costituzione è spesso disattesa. Quale deve essere la strada perché in questi luoghi sia possibile un percorso riabilitativo per chi “libertà va cercando, ch’è sì cara”?

La mostra è allestita a cura dell’Associazione universitaria studentesca “Il Pensiero Dominante”.

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