Genova, la città piange i suoi morti, lunedì lutto cittadino - Genova 24
Cronaca

Genova, la città piange i suoi morti, lunedì lutto cittadino

Genova. Genova, il giorno dopo la tragedia. Oggi nel capoluogo ligure il dolore e la tensione erano sporchi di fango. In Via Fereggiano soprattutto, ormai il simbolo dell’ennesima tragedia italiana, in cui a pagare, ancora una volta, sono stati i più deboli: quattro donne (nella foto la 19enne Serena Costa) e due bambine il bilancio nerissimo della giornata di ieri.

Ma oggi non c’è quasi stato tempo di piangere i morti. I genovesi si sono rimboccati le maniche e sono scesi in strada a spalare fango, nel ricordo ancora vivo dei giorni dell’alluvione del ’70, così lontani eppure vivi nella memoria di tanti.

Dal cielo ha piovuto ancora per tutta la giornata, con nuovi allagamenti in città e in autostrada, e forti preoccupazioni soprattutto per il ponente e per le zone già investite dalla strage. Le autorità hanno prorogato l’allerta meteo 2 fino alle 24.00 di domani, mentre la sindaco Marta Vincenzi ha proclamato per lunedì la giornata di lutto cittadino, con la chiusura delle scuole di tutte la provincia.

Nel corso della mattinata la rabbia di tanti si è trasformata in una dura contestazione nei confronti della sindaco: “Vergogna, vergogna, vattene a casa, dimissioni”, hanno urlato alcuni residenti alla prima cittadina. “Non potete dire che non abbiamo fatto niente”, ha replicato Vincenzi, “se abbiamo una colpa è quella di aver fatto poco allarmismo”.

La polemica ha investito soprattutto la mancata chiusura delle scuole. “E’ difficile decidere”, ha commentato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, che a ore sarà nominato commissario straordinario per l’alluvione del Levante ligure dell’altra settimana. E intanto il governatore si è augurato che, questa volta, gli aiuti finanziari da parte del governo giungano in fretta: “Al Governo chiediamo tempi rapidi per i finanziamenti e procedure più semplici possibili per potere spendere i soldi. “La vicenda del palazzo costruito dentro il torrente Chiaravagna a Sestri Ponente è emblematica. Sono passati tredici mesi da quando abbiamo avviato la procedura per lo sgombero e la demolizione insieme con la Protezione Civile nazionale e non siamo ancora in grado di iniziare. Proprio ieri in qualità di commissario ho avuto l’autorizzazione a concedere agli inquilini il Pris, un contributo di 44 milioni in aggiunta alla valutazione della casa. Ma manca ancora l’ordinanza finale”.

“Le scuole di Genova ieri potevano essere tranquillamente chiuse per ridurre gli spostamenti – ha detto il capo della protezione civile, prefetto Franco Gabrielli, durante un incontro in Regione Liguria con i vertici istituzionali – ma bisogna decidere se si vuole accettare o meno una sorta di patto sociale per evitare che in certe situazioni i sindaci possano essere poi crocifissi”.

Intanto sui morti la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo contro ignoti, seguita dal procuratore capo facente funzioni, Vincenzo Scolastico, e dal sostituto procuratore Stefano Puppo.

I numeri in Liguria parlano chiaro. Secondo l’istituto di ricerca e protezione idrogeologica del consiglio nazionale delle ricerche, Cnr-Irpi, nel periodo tra 1960 e il 2010 sono stati 27 gli anni in cui si è registrato almeno una frana o una inondazione in Liguria che hanno causato 166 vittime fra morti, feriti e dispersi in 74 eventi. Il comune di Genova è quello che storicamente ha subito il maggior numero di eventi (5 eventi di frane e 6 inondazioni) e di vittime (78, di cui 31 causate da movimenti franosi e 47 per inondazione).