Lettera al direttore

Economia

Genova, Ansaldo STS e Ansaldo Breda: la lettera di Tullo (Pd)

Genova. Sulla vicenda Ansaldo STS e Ansaldo Breda, nel rispondere il 27 ottobre 2011 ad una interrogazione da noi presentata il 6 ottobre poiché preoccupati per la tenuta dell’apparato produttivo genovese, rispetto alle intenzioni più volte sostenute a mezzo stampa dall’Amministratore Delegato Orsi, l’ex Sottosegretario Saglia affermava che il Gruppo Finmeccanica aveva avviato una fase di valutazione industriale volta ad offrire ad Ansaldo STS e Ansaldo Breda concrete prospettive di business, valutando ipotesi di alleanze per Ansaldo Breda nel settore dei sistemi di segnalamento ferroviario.

In quella occasione mi dichiarai insoddisfatto, consapevole che i nodi come sempre, sono destinati a venire al pettine, di fronte alla mancanza di una seria politica industriale del governo Berlusconi, sommata alla politica operata sul trasporto pubblico fatto solo di tagli e assenza di investimenti, in particolare nel settore del trasporto su rotaia.

Parlando di Finmeccanica, il cui pacchetto di maggioranza è detenuto dal Tesoro e che è il primo gruppo italiano operante nel settore dell’alta tecnologia, non si può pensare solo, stante la sua rilevanza, a quanto accade in borsa, per orientare le scelte prioritarie; o ad operazioni che rischiano di avere il solo significato di fare cassa in assenza di un vero piano industriale. In tal senso è ad oggi ancora nebulosa anche la fusione di Selex ed Elsag, ed ancor più preoccupante sarebbe se, come riportato dalla stampa, nel “pacchetto” delle vendite potesse entrare anche Ansaldo Energia.

Il rischio concreto è che politiche sbagliate mettano concretamente a rischio competenze, capacità, livelli occupazionali che questo gruppo esprime in Italia e a Genova.

Il settore del segnalamento ferroviario, legato all’Alta Velocità è in fase di espansione in Europa e in tutto il mondo ed Ansaldo STS è certamente in grado di reggere in modo competitivo le sfide del mercato.

E’ chiaro che se ad una assenza di piano industriale e ad un Governo che in questi anni si è limitato solo ad osservare quanto è accaduto a Finmeccanica, comprese le vicende giudiziarie, si aggiungono i pesanti tagli al trasporto nazionale e regionale la conseguenza ad oggi è: annullamento da parte di FS di una gara per la costruzione di 70 treni dell’Alta Velocità, forte rischio per gli ordinativi già definiti per un’altra realtà di eccellenza del nostro territorio come Bombardier.

In questi giorni in cui si confida nella nascita del Governo Monti che sarà chiamato ad attuare politiche di contenimento della spesa, ma come auspica l’Europa politiche di crescita e sviluppo.

In tal senso riteniamo che il sostegno alle politiche di investimento e sviluppo del settore ferroviario, come quelle nel campo energetico rappresentino un elemento importante e qualificante, tanto più che tutti i Governi stanno definendo tagli al settore Militare.

Anche per questa ragione il 25 novembre saremo vicini ai lavoratori del settore che manifesteranno unitariamente con una giornata di sciopero.