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Genoa, Malesani resta e un attaccante arriva: i soliti noti, ma rispunta il nome di El Shaarawy

Genova. De Canio, Delneri o Donadoni? Assolutamente no, il Grifone va avanti con Malesani; il presidente Preziosi ha ribadito di avere estrema fiducia nel proprio tecnico. “Fa parte del progetto e non si cambia. Quando si perde c’è un po’ di rabbia ma ci sta, nessun problema. Con l’allenatore c’è un rapporto consolidato e un dialogo aperto. Vorrei una squadra più cattiva. Se guardo la classifica non sono deluso ma se guardo il gioco si”. Ed è proprio qui che i nodi vengono al pettine. Dopo 11 giornate di campionato, il Grifo palesa ancora evidenti limiti tattici.

In campo la squadra sembra andare a casaccio, di studiate trame di gioco non c’è traccia. Il Genoa va a folate, merito delle giocate dei suoi campioni. É toccato spesso a Palacio, qualche volta a Miguel Veloso. Giocatori con una marcia in più ma non si può pretendere che facciano tutto da soli. Quando vanno in debito d’ossigeno la manovra rossoblù ne risente, si spegne. Quando dice bene Kucka la butta dentro col polpaccio (contro la Roma), quando le cose girano storte ecco le sonore sconfitte (Parma e Cesena su tutte).

Malesani ha le sue colpe, innegabile. Ma la rosa che ha disposizione manca di alcuni tasselli imprescindibili per qualunque allenatore. Essere costretto a mettere in campo una squadra priva di una punta che veda la porta è per l’ex bolognese una grande frustrazione. Zè Eduardo non si è mai visto (imminente il suo recupero), Pratto e Caracciolo hanno a dir poco deluso. Preziosi tornerà sul mercato, la sua è stata una promessa: “L’Airone sta soffrendo, lo scorso anno ha fatto 12 gol, quest’anno solo uno e se non segna lui, per noi non segna nessun altro. Dovremo sicuramente acquistare un attaccante”.

I nomi sono sempre gli stessi ma questa volta c’è la certezza, uno arriverà sicuramente. Il sogno resta Borriello. Con la Roma ci sarebbe già un accordo di massima, il problema resta legato all’elevato ingaggio dell’attaccante. Più abbordabile l’argentino Maxi Lopez del Catania; sul rosazzurro sono però finite le mire del Milan. I rossoneri partono favoriti ma se riuscissero a strappare Tevez al City, lascerebbero campo libero a Preziosi. Tra le alternative anche gli juventini Amauri e Quagliarella: il brasiliano sembra però orientato verso l’estero, il partenopeo incedibile. Si torna poi a parlare di Gilardino: il bomber viola in estate è stato a un passo dai rossoblù ma costava troppo e non se ne è fatto nulla. A gennaio se ne potrebbe ridiscutere. Non si discuterà invece di un ipotetico scambio con il Milan: le voci che vogliono Merkel sulla via di Milano ed El Shaarawy a Genova resteranno inascoltate, Preziosi non ci sente. Eppure sembra che a Milano, vista la situazione Rino Gattuso e l’abbondanza in avanti spinga in tal senso. Capitolo Mutu: il Cesena non lo vende.

Malesani aspetta gennaio con ansia, lo aspetta senza una punta e con alcuni giocatori che sembrano remare contro. Quello di Kucka il caso più emblematico. A massacrare lo slovacco è stato ancora Preziosi: “Ha la testa altrove, in questo momento non giocherebbe nemmeno in B”. Insomma, per il tecnico rossoblu si preannuncia un dicembre di passione, a cominciare da venerdì: al Ferraris va in scena Genoa-Milan. Il patron rossoblù teme il peggio: “Non dico che il nostro destino sia segnato, ma insomma è abbastanza compromesso”. Buon per Malesani: in caso di sconfitta il suo “panettone” rimarrebbe al sicuro, sono altre le partite da non perdere. Altre le partite in cui vedere quel Genoa che i tifosi bramano dai tempi di Gasperini.