Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Fondo sociale europeo, Burlando: “Dopo la crisi destinarlo ai giovani” foto

Genova. Nel contesto del Forum Internazionale sull’Orientamento, questa mattina si è tenuto all’Istituto Tecnico Nautico San Giorgio un incontro in cui si è trattato dei temi della formazione e del lavoro soprattutto per i giovani. Michel Lane Direttore generale EMPL (Occupazione affari sociali pari opportunità Unione Europea) ha commentato i dati sull’alto livello di disoccupazione giovanile in Italia.

“Sicuramente la situazione dei giovani è una priorità assoluta, il numero di giovani che non hanno occupazione è cresciuto, ci sono circa 6 milioni di giovani in Europa che non hanno un lavoro. In Italia la situazione è la peggiore dopo Grecia e Spagna, c’è il rischio di avere tutta una generazione che non riesce a entrare nel mercato del lavoro”.

L’allarme è stranoto, la ricetta per rimediare meno. “Bisogna fare tutto il possibile per evitare il drop out e assicurare che i giovani trovino una collocazione e che le qualifiche vengano riconosciute e che il mercato ne abbia bisogno. Il fondo sociale in questo senso – aggiunge Lane – gioca un ruolo importante, se si pensa alla Germania dove la disoccupazione giovanile è intorno al 9% e la metà del fondo sociale è indirizzata ai giovani, quando in Italia con un tasso di disoccupazione molto più alto, intorno al 25%, c’è solo un quarto del fondo sociale che va in favore dei giovani”.

Il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando non si sottrae alla critica, e appare ben consapevole dell’uso che si fa in Italia e nella regione Liguria del Fondo sociale europeo. “E’ un tema importante e una grande opportunità. Sono molte risorse che le Regioni possono usare. Vero che in Italia noi abbiamo usato molto questo fondo per tamponare la crisi, per esempio per la cassa in deroga, per assistere a quella parte del mondo del lavoro che ha potuto reggere solo in questo modo all’impatto della crisi”.

Questa l’ammissione dunque, poi però c’è anche una speranza. “Una volta che si riesce ad arginare questa crisi così violenta si può immaginare di spostare queste risorse dalla crisi ai giovani, qualcosa abbiamo già provato a fare, investire queste risorse sull’Hi Tech, ma per fare un altro esempio quello del nautico di Genova dove abbiamo fatto un investimento molto forte per l’accademia della marina mercantile”.