Economia

Finmeccanica, profondo rosso: Ansaldo Energia e Sts potrebbero essere vendute

Genova. E’ più che grave la situzione di Finmeccanica, che ha annunciato ieri risultati per il terzo trimestre dell’anno e in prospettiva per l’intero 2011, peggiori di ogni aspettativa. Niente dividendo, conti in rosso, un piano di ristrutturazione durissimo, cessioni di attività per almeno un miliardo di euro, ridimensionamento del perimetro industriale.

Il titolo ha ceduto ieri il 20,33%. Una perdita che per Genova, dove il gruppo dà lavoro a circa 5mila persone, potrebbe avere un peso rilevante: Ansaldo Energia e Sts potrebbero essere messe in vendita, sul mercato. Le aziende genovesi del gruppo Finmeccanica potrebbero essere cedute “per creare valore ai nostri azionisti” spiega Giuseppe Orsi, ammnistratore delegato. Secondo indiscrezioni nel piano Finmeccanica 2012 poi Selex-Elsag andrebbe a far parte di una Selex europea. L’idea non convince i sindacati però che sono pronti ad interrompere tutti i negoziati in corso.

Finmeccanica ha registrato nei primi 9 mesi una perdita di 324 milioni contro l’utile di 321 dello stesso periodo 2010, con conti e piano di ristrutturazione approvati da un Cda che ha deliberato di non distribuire dividendi per il 2011, cui non ha partecipato Guarguaglini.

Finmeccanica procederà entro il 2012 a “finalizzare cessioni” per 1 miliardo. E’ stato inoltre “definito un piano di ristrutturazione di AnsaldoBreda, con l’obiettivo di finalizzare una partnership strategica e industriale, per sostenere il rilancio della società e consentirne il progressivo deconsolidamento”.

Finmeccanica chiude i 9 mesi 2011 con una perdita di 324 mln contro un utile di 321 dello stesso periodo 2010 (-201%). Pesano oneri non ricorrenti per 753 mln. Lo si legge in una nota al termine del cda di ieri a cui non ha partecipato il presidente Guarguaglini. Il cda ha inoltre deliberato di non distribuire dividendi per il 2011. Sulla perdita dei nove mesi, spiega il gruppo in una nota, influiscono il peggioramento dell’ebita Adjusted (1.044 milioni) e degli aggiustamenti a livello di Ebit (327 milioni) e la plusvalenza netta per la cessione del 45% di Ansaldo Energia (443 milioni di euro).

Gli ordini sono pari a 10.638 milioni di euro, rispetto ai 13.479 milioni dei primi nove mesi del 2010. Il portafoglio ordini è invece pari a 44.811 milioni di euro, rispetto ai 48.668 milioni del 31 dicembre 2010, tale da assicurare circa due anni e mezzo di produzione. I ricavi sono pari a 12.252 milioni di euro, rispetto ai 12.924 milioni dei primi nove mesi del 2010, con una flessione del 5% dovuta principalmente all’elettronica per la difesa e sicurezza e all’energia. Gli altri settori restano sostanzialmente stabili.

L’indebitamento finanziario netto ammonta infine a 4.665 milioni di euro rispetto ai 3.133 milioni registrati al 31 dicembre 2010. Il dato è migliore di 232 milioni rispetto a quello registrato al 30 settembre 2010 e beneficia della cessione del 45% di Ansaldo Energia. L’assenza di necessità di rifinanziamento a breve e la durata media del debito, assicura Finmeccanica, garantiscono la solidità finanziaria del gruppo.

Finmeccanica prevede di chiudere il 2011 con una perdita “significativamente superiore” a quella dei primi nove mesi 2011, ha detto l’a.d. Giuseppe Orsi. Allo stesso tempo il gruppo stima di poter ridurre l’indebitamento finanziario netto “al di sotto dei 2,5 miliardi entro fine 2012”, grazie al piano di dismissioni.