Dimissioni Burlando, tutti contro tutti nel Pdl: Della Bianca attacca Morgillo - Genova 24
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Dimissioni Burlando, tutti contro tutti nel Pdl: Della Bianca attacca Morgillo

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Genova. Le alluvioni autunnali che si sono abbattute sulla Liguria, provocando devastazione e morte hanno causato una vittima inaspettata. Si tratta del principale partito d’opposizione nella nostra regione, il Pdl, alle prese in queste ore con una dura polemica. I primi scricchiolii si erano avvertiti nella giornata di ieri, quando Raffaella Della Bianca, consigliere regionale, si era affrettata a diffondere un comunicato in cui si dichiarava “stupita dell’uscita a carattere personale del consigliere Matteo Rosso. Non c’è stata nessuna riunione del gruppo regionale del Pdl per concordare un’azione politica unitaria”. Il tema di discussione, ormai è noto, riguarda le dimissioni del Presidente Claudio Burlando, sotto accusa per la situazione di dissesto idrogeologico della Liguria e per la gestione dell’emergenza.

Alcune ore prima erano infatti arrivate le dichiarazioni di Matteo Rosso, capogruppo in Regione, che, a titolo personale ed evidentemente senza consultarsi con i suoi colleghi di partito, annunciava che avrebbe chiesto, come poi puntualmente avvenuto, le dimissioni di Burlando. “Non si tratta di fare i primi della classe, ma di fare politica -aveva rincarato Della Bianca – Le dimissioni che chiede Rosso appaiono come semplici chiacchiere da bar”.

Di fronte ad una situazione sempre più incandescente, l’intervento di Luigi Morgillo, vicepresidente Pdl del Consiglio regionale, era suonato come un neanche troppo velato richiamo all’ordine per i due contendenti: “In questo momento mi interessa molto di più quello che io consigliere regionale posso fare per il territorio piuttosto che come appaia l’immagine del Pdl. E’ una questione di coscienza, per me viene prima il dolore di chi piange i suoi morti, di chi non ha più niente, neanche una giacca da mettersi o di chi si ritroverà presto in cassa integrazione. Non mi manca certo la capacità politica di fare polemica, ma non è questo il momento. Arriverà quando si avranno tutti gli elementi e saranno inidividuate le responsabilità”.

Pdl quindi spaccato in due, con un’ala dura determinata ad ottenere le dimissioni di Burlando ed una parte certamente più dialogante? Non proprio, perchè mentre le parole di Morgillo rieccheggiano ancora, arriva il colpo di scena: Della Bianca e Marco Melgrati, altro consigliere targato Pdl, si scagliano contro il vicepresidente del Consiglio, accusandolo di essere troppo “morbido” verso la giunta. “Prendiamo atto che le dichiarazioni di oggi del consigliere Morgillo fanno emergere le vere divergenze all’interno del gruppo consigliare del Pdl in Regione, tra chi fa dura opposizione e chi presta il fianco a far si che la maggioranza si alleggerisca delle responsabilità in capo al suo Presidente”.

A stretto giro di posta, ennesima replica in una discussione che con tutta probabilità finirà per lasciare cicatrici profonde, Morgillo mette i puntini sulle i: “Non credo io debba dimostrare nulla a nessuno, tanto meno alla consigliera Della Bianca ed al collega Melgrati, rispetto alla mia posizione di uomo di opposizione. Ma è altrettanto vero che, visto che io credo nella politica come servizio al cittadino, sono convinto che quando vi sono sul tavolo questioni di straordinaria importanza e delicatezza per i liguri debba prevalere il senso di responsabilità e sia necessario lavorare per risolvere i problemi e dare risposte concrete ai cittadini. Alcuni miei colleghi sostengono che la vera opposizione sarebbe quella di chiedere le dimissioni di Burlando senza avere accertato la benchè minima responsabilità? Questo la dice lunga sui motivi per i quali in Liguria continuiamo a restare all’opposizione” .

Sembra quindi che Della Bianca e Rosso siano di nuovo in sintonia nel chiedere la testa di Burlando e che Morgillo si trovi ora più solo. La situazione all’interno del Pdl ligure è ancora molto confusa, perfino caotica. In attesa che arrivino ulteriori chiarimenti un unico dato è certo: una lunga e non certo semplice discussione politica aspetta il partito.