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Dimensionamento scuole, si scende da 75 a 59: la Provincia chiede alla Regione di riflettere

La Provincia di Genova ha ottemperato alla legge 111/2011, quella sulla stabilizzazione finanziaria, che gli impone di proporre alla Regione un piano di dimensionamento delle scuole del territorio che aggreghi in istituti comprensivi di almeno 1.000 studenti le scuole d’infanzia, elementari e medie, ma nel passaggio dell’approvazione in consiglio ha inserito un emendamento che chiede alla Regione di “valutare di intordurre elementi modificativi ai critreri di realizzazione del piano, anche attraverso un rinvio della sua applicazione”.

In sostanza, la Provincia, e in particolare l’assessorato all’istruzione (assessore Francesco De Simone), ha svolto il suo dovere d’ufficio, che non gli concede alcuna autonomia di scelta ma gli impone di recepire le scelte deliberate dai singoli comuni trasmettendole poi alla Regione, ma ha poi messo nero su bianco tutte le sue forti perplessità sulle conseguenze negative del piano nel testo della delibera sottoposta al voto del consiglio, che l’ha così approvata con 22 voti favorevoli (maggioranza di centrosinistra, dove sono rientrati i malumori di Sel, che in commissione aveva votato no al testo pre-emendamento) e 8 astensioni (opposizione di centrodestra, che ha rivolto un plauso alla soluzione trovata dall’assessore ma averebbe voluto un testo ancora più esplicito nell’indicare le situazioni crititche createsi a Chiavari, Genova e Rapallo).

I 59.000 studenti della Provincia di Genova (39.500 iscritti a scuole del Comune capoluogo e 19.400 a scuole degli comuni) a partire dall’anno scolastico 2012-2013 saranno raccolti in 59 istituti comprensivi, con una media esatta, quindi, di 1.000 studenti a istituto, ripartiti tra 39 a Genova capoluogo e 20 negli altri comuni della provincia. Spariscono quindi le precedenti 17 direzioni didattiche (12 a Genova e 5 fuori Genova) e le 14 scuole medie autonome (11 a Genova e 3 fuori Genova), che, sommate ai 44 istituti comprensivi che già oggi esistono, portano il totale delle realtà esistenti in questo anno scolastico a 75.

Va sottolineato che gli accorpamenti previsti dalla legge incidono esclusivamente sul numero dei dirigenti scolastici e sulla dotazione del personale amministrativo scolastico, e non modificano in alcun modo la composizione delle classi né riducono il numero degli insegnanti.

Le situazioni critiche sono come detto a Rapallo, dove il Comune non ha adempiuto ai dettami della legge 111 rifiuando di accorpare la direzione didattica esistente in quel comune e la scuola
media Giustinaini, e a Chiavari, dove l’amministrazione comunale ha invece creato due istituti comprensivi (Chiavari 1 e Chiavari 2) che rispondono perfettamente al requisito numerico della legge, avendo il primo 1.049 studenti e il secondo 1.050, con equlibrio perfetto, ma sono stati in realtà molto contestati da genitori, sindacati della scuola e partiti politici, come hanno ricordato i consiglieri provinciali Maria Angela Milanta (Pd) e Mario Maggi (Pdl), perché è squlibrato al proprio interno il numero di classi della scuola dell’infanzia, della scuola elementari e di quella media.

Passata la delibera in consiglio provinciale, sarà quindi ora il consiglio regionale il teatro della battaglia di merito sull’entità e sulle modalità del dimensionamento che non poche forze politiche intendono condurre, secondo quanto dichiarato nel dibattito consiliare in Provincia da esponenti di Sel (consiglieri Pastorino, Nobile e Fraccavento) Pd (Milanta) e Pdl (Maggi).

La Regione ha infatti il potere di emanare le norme per l’applicazione del piano di dimensionamento scolastico, prevedendo eventualmente deroghe rispetto alla legge nazionale. Inoltre, la Regione Liguria pochi giorni dopo l’approvazione della citata legge 111, ha dichiarato in una nota (datata 5 agosto e citata nella delibera approvata oggi in consiglio provinciale) di voler valutare l’opportunità di impugnare per conflitto di attribuzione le legge stessa davanti alla Corte Costituzionale.