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Convegno Cgil, Bosco dedicata l’apertura alle vittime dell’alluvione: “Le cause del disastro vengono da lontano”

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Genova. “Il primo pensiero è per sei vite sradicate in modo ingiusto, prematuro, violento, assurdo ai loro cari, figli, fratelli, genitori, amici. Per tutti costoro nulla sarà più come prima. Sei vite con storie ed esistenze diverse accomunate da un tragico epilogo”. Queste sono le prime parole con cui Ivano Bosco, segretario della Camera del Lavoro di Genova, ha aperto il convegno di oggi, a cui prendere parte anche il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso.

“Ci sono poi da contare i danni materiali, i danni di chi con sacrifici aveva avviato un’attività, aveva trovato un lavoro, acquistato una macchina, una casa e in un momento ha visto scomparire tutto. Chi risarcirà e quando queste persone? Si è naturalmente subito aperto un dibattito ed un indagine tesa a individuare gli eventuali colpevoli, non spetta a noi sostituirci a chi ha il compito di accertare la verità, se ci sono state responsabilità nel costruire, nel distruggere il territorio saranno individuate e perseguite – prosegue Bosco – Subito gli amministratori locali sono andati tra la gente, non si sono tirati indietro anche rispetto a scelte derivanti da responsabilità di passate amministrazioni e di governi incapaci e colpevoli. Non hanno esitato a metterci la faccia al contrario del precedente governo che non si è neppure degnato di fare una visita nella nostra città”.

“Come non ricordare i tagli agli enti locali, la continua riduzione di risorse a loro disposizione, il vincolo del patto di stabilità che annulla qualsiasi possibilità di programmazione e capacità di intervento, gli impegni presi e mai rispettati, i ripetuti immorali condoni che, oltre a far passare il concetto del tutto è lecito basta pagare, hanno contribuito a devastare il territorio in assenza di una qualunque politica ambientale”.

“Passata l’emergenza è bene soffermarsi su quest’ultimo punto, dal 1970 la nostra città puntualmente ogni autunno è colpita da piogge che si trasformano in drammi umani e materiali, c’è l’eccezionalità dell’evento, ma troppe eccezioni stanno a dimostrare che qualcosa negli anni è stato sbagliato – conclude – dopo tante denunce è il momento di agire deve essere forte in tutti i soggetti istituzionali la convinzione che esiste una grave situazione territoriale a Genova e nel paese. Le cause del disastro vengono da lontano, piani regolatori selvaggi lasciati in mano a costruttori che avevano come unico scopo di rispondere ad immediate esigenze abitative e realizzare profitti, comuni che hanno dovuto fare cassa vendendo pezzi del loro territorio, a ciò si aggiunge il cambiamento delle condizioni climatiche”.