Politica

Comunali Genova: Rosso scontento è indisponibile, Lega pronta a nuove ipotesi

Genova. Centrodestra sull’orlo di una crisi di nervi, centrosinistra alle prese con la caduta del dopo alluvione, Lega in fibrillazione, rinvigorita dalle vicende nazionali. A sette mesi dalle comunali 2012, il panorama politico locale è incerto, frastagliato, e in costante divenire. Mentre il centrosinistra sembra trovarle tutte per la sconfitta, il centrodestra non ne approfitta e anzi implode al suo interno. Ai lati, il senatore Musso si gode la buona performance dei sondaggi, mentre la Lega affina le armi, sempre più lontana dal Pdl, a livello nazionale e locale.

Allentata la bufera sulla giunta Vincenzi nel dopo alluvione, i riflettori infatti si sono accesi su un Pdl spaccato e litigioso, dove da ieri va in scena un tutti contro tutti senza esclusioni di colpi. L’ultimo in ordine di tempo è quello del capogruppo in Regione, Matteo Rosso, fino a una settimana fa possibile candidato interno per la corsa a Tursi, oggi “non più in sintonia con le posizioni locali del mio partito”, che sbatte la porta dichiarando “io non faccio la ruota di scorta di nessuno”.

“Ho fatto una battaglia per chiedere le dimissioni di Burlando e della Vincenzi, il mio partito invece, non entro nel merito, ha ritenuto che si dovesse assumere una linea più morbida – ha dichiarato Rosso a margine del consiglio regionale odierno – Due modi assolutamente diversi di vedere la politica, credo che sia necessario aiutare la Liguria e Genova a rialzarsi ma allo stesso tempo mandare a casa i responsabili politici di quanto successo”.

Nel merito della sua candidatura l’affondo verso il partito è tranchant: “Un mese fa mi sono detto disponibile, non ho ricevuto neanche una telefonata dal partito, anzi hanno cercato un candidato in tutti i modi al di fuori, io non faccio la ruota di scorta di nessuno, se si vuole vincere si deve fare una battaglia dura, per cui al momento non mi sento più in sintonia”. Senza contare le manovre di Claudio Scajola che, seppur a livello nazionale, sta tentando un riavvicinamento a Fini e Casini. “Dopo due anni che dico che Fini è il peggior traditore, ora invece dovrei andarlo ad abbracciare? con l’Udc si può fare un altro tipo di discorso perché abbiamo i valori cattolici in comune, ma con gente come Fini e Bocchino no, bisogna essere coerenti – conclude -non mi obbliga nessuno a fare politica, io ho un lavoro, torno a fare altro”.

Il grande centro di Scajola non preoccupa neppure la Lega. “Sono anni che ne sento parlare – chiosa Francesco Bruzzone – ma fino a oggi non si è visto nulla”. E quindi, Lega sempre più lontana da Pdl, pronta magari a correre da sola sia per conquistare Tursi sia il Palazzo della Provincia. “E’ una volontà che al suo interno va avanti da tempo, ma va puntualizzata a livello nazionale – spiega il consigliere della Lega – E’ solo un’ipotesi insieme ad altre, non c’è niente di ufficiale tutto è rimandato alla riflessione che faremo il 4 dicembre al parlamento del Nord”. L’ultima battuta lascia aperti gli scenari, anche i più impensabili come ad esempio un riavvicinamento al professore Musso. Per ora il Carroccio non si sbilancia. “La Lega ha tanti uomini, giovani e meno giovani, sia per il Comune sia per la Provincia, staremo a vedere. Non c’è nulla di definito, può anche darsi che andiamo in alleanza” conclude Bruzzone.