Centro antiviolenza di Via Mascherona: “Non chiudete quella porta!”

Genova. “Pronto, chiamo perchè ho un problema con mio marito”. “Mi sente, chiamo dalla caserma dei carabinieri, le volevo segnalare…”. “Salve, chiamo per mia figlia, mio genero la picchia, non so cosa fare”. Inizia con queste telefonate lo spot, presentato oggi a Genova, che dà voce alla campagna della Rete provinciale antiviolenza a sostegno del Centro di Via Mascherona. Una struttura aperta nel 2009 che oggi rischia di chiudere a causa dei pesantissimi tagli nazionali ai bilanci degli enti e istituzioni locali.

“Al centro, tra gennaio 2009 e agosto 2011, si sono rivolte 679 donne”, spiega Marina Dondero, Vicepresidente della Provincia di Genova. “La cifra sale a 900 se si aggiungono i dati degli altri sei centri collegati, sparsi nel genovese: donne vittime di violenze fisiche, psicologiche, sessuali, economiche, di mobbing e stalking”.

Regista dello spot è Cristina Oddone, del Laboratorio di Sociologia Visuale dell’Università di Genova, da circa un anno impegnata in una ricerca sul centro antiviolenza strutturata in tre fasi: “La ricerca qualitativa sul funzionamento del centro antiviolenza, quella sulle rappresentazioni sociali sulla violenza di genere, fino ad arrivare appunto alla parte concreta riguardante una campagna di comunicazione ad hoc volta alla ricerca di fondi”.

Testimonial dello spot è l’attore e regista Ugo Dighero: “Come cittadini cerchiamo di fare quello che è possibile, si agisce per sopravvivenza individuale, non nella speranza che questa cosa serva”, spiega l’artista genovese. “Ci troviamo nella situazione grottesca in cui lo stato è il nemico: l’unico ente che dà appoggio a questa iniziativa dovrebbe essere cancellato nei programmi di governo sia di destra che di sinistra”.

L’esempio che arriva da chi ci rappresenta non aiuta nessuno, secondo Dighero: “Vestire una supermaggiorata da infermiera o da poliziotta con le manette non aiuta il popolo italiano – continua – se l’esempio è il Presidente del Consiglio con fatica si può sviluppare una idea di donna un po’ diversa nel nostro Paese. In Italia la maggioranza delle violenze avviene in famiglia, un’istituzione che nel nostro paese è quasi un tabù. Questo certo non aiuta”.

E’ significativo che la presentazione dello spot avvenga nel giorno in cui a livello europeo vengono resi noti i dati del «Global Gender Gap Report 2011» del World Economic Forum sul divario delle opportunità tra uomini e donne. Una classifica in un cui l’Italia è ancora una volta il fanalino di cosa, piazzandosi tristemente al 74° posto. “In Italia manca una legge quadro contro la violenza di genere – riprende Cristina Oddone – in questo senso la Liguria ha sempre giocato un ruolo d’eccellenza, visto che, prima in Italia, si è dotata di un provvedimento regionale ad hoc. L’importanza degli strumenti giuridici a livello locale è fondamentale”.

Numerose iniziative ed eventi a tema sono previsti nei prossimi giorni a sostegno del centro: venerdì 9 novembre (ore 17:00), Aperitivo Solidale c/o Coop Terminal Traghetti, con letture teatralizzate a cura di Antonella Sodini e Lorena Luccatini e intervalli musicali di Alessandra Ravizza del Gruppo musicale Rebis; 9 novembre (ore 20:30) si terrà l’incontro “Non chiudete quella porta!” c/o Auditorium di Palazzo Rosso, con la partecipazione tra gli altri del comico Maurizio Lastrico, Compagnia del Suq, Carla Peirolero e Buby Senarega; 17 novembre tavola rotonda c/o Festival dell’eccellenza femminile (Camera di Commercio di Via Garibaldi). Presidi di raccolta fondi sono previsti presso il Teatro Archivolto di Genova durante gli spettacoli “Tinello Italiano” e “La Donna che sbatteva contro le porte”, presso il Teatro Cargo (6 dicembre, Questa immensa notte).