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Banco Alimentare, in Liguria raccolte 2035 tonnellate di cibo foto

Liguria. Sabato si svolgerà la quindicesima edizione della Giornata Nazionale del Banco Alimentare. “Una giornata importante, ma l’azione che la Regione Liguria vuole sostenere dura per tutti i 365 giorni, attraverso una collaborazione con il Banco Alimentare, che è avviata da anni, ma che abbiamo deciso di stabilizzare al di là dei progetti sperimentali – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Lorena Rambaudi – A fronte di un contributo di 120 mila euro da parte della Regione, si mette in movimento un’organizzazione che ne costa più di 300 mila, si aiutano 62.500 persone in tutta la Liguria, ci sono più di 500 associazioni che usufruiscono dei cibi distribuiti”.

Nel 2011 il Banco alimentare ha raccolto ben 2035 tonnellate di cibo, pari a un valore di 3 milioni e 600 mila euro.

“Dobbiamo capire che questa attività è fondamentale e stiamo cercando anche di attivare tutte le catene di supermercati, molti dei quali sono già attivi e collaborativi – prosegue Rambaudi – In un momento di crisi e di difficoltà per le famiglie come quello attuale, il tema dello spreco di cibo è assolutamente da affrontare. Il recupero di alimenti che non possono più essere commercializzati, ma che ovviamente sono ancora in stato commestibile, è di estrema importanza, infatti cercheremo di ampliare la collaborazione anche a bar e ristoranti”.

Il cibo raccolto viene destinato a tutte le categorie deboli. “Persone indigenti, senza fissa dimora, ma anche anziani e famiglie in difficoltà che non riescono ad arrivare alla fine del mese, non potendo garantire ai propri figli i beni necessari per una corretta crescita”, conclude l’assessore.

L’attività del banco alimentare è quella del recupero di eccedenze alimentare e redistribuzione gratuita a strutture che aiutano persone in difficoltà. “Nel 2011 le strutture caricative convenzionate sono 403 e attraverso queste aiutiamo circa 62.500 persone – spiega Gabriella Andraghetti, presidente regionale del Banco Alimentare – In questi anni purtroppo le richieste di aiuto sono sempre aumentate e nel 2012 ci sarà almeno un migliaio di persone in più”.

In incremento sono soprattutto le famiglie in difficoltà. “Talvolta anche per eventi improvvisi, ad esempio per la perdita del lavoro, per un malato in famiglia – continua Andraghetti – una famiglia che era già ai limiti, infatti, scende facilmente al di sotto della soglia di povertà e sicuramente un aiuto attraverso un pacco alimentare può garantire una sopravvivenza alla famiglia”.