Alluvione Sestri, Repetto: “In caso di avviso di garanzia pronto a rimettere il mandato” - Genova 24
Cronaca

Alluvione Sestri, Repetto: “In caso di avviso di garanzia pronto a rimettere il mandato”

alessandro repetto

Genova. Infinito dolore e cordoglio per le vittime, ammirazione per i giovani, per tutti coloro che hanno dimostrato concreta solidarietà a sostegno dei cittadini e della comunità, ma anche “un sentimento di impotenza di fronte a ciò che è avvenuto” e di “profonda amarezza perché l’antipolitica in questi giorni drammatici, convulsi e dolorosi prende il sopravvento”.

Alessandro Repetto è intervenuto in Consiglio Provinciale – dopo il minuto di silenzio con cui l’assemblea ha commemorato le sei vittime dello scorso tragico 4 novembre – sugli eventi della drammatica e devastante alluvione di Genova. E il presidente della Provincia si è detto anche pronto “se a conclusione delle indagini preventive della magistratura sull’alluvione di Sestri Ponente dell’ottobre 2010 dovesse succedere che un avviso di garanzia raggiungesse il mio domicilio, dopo l’approvazione del bilancio di previsione, anche a rimettere il mio mandato”.

Nel suo intervento Alessandro Repetto ha espresso innanzitutto “dolore e cordoglio per le vittime della tragica alluvione e per le loro famiglie” e poi “profonda ammirazione per la solidarietà concreta che è stata dimostrata da molti nei confronti della comunità e dei cittadini. Per i giovani, che hanno dimostrato con i fatti tutto il loro valore e impegno per la città e la falsità degli stereotipi in cui molto spesso vengono costretti. Per gli operatori e i tecnici della Provincia che si sono alternati giorno e notte sul territorio per garantire tempestività ed efficacia agli interventi. Per gli assessori, encomiabili nel coordinare tutte le operazioni sulle strade, per le scuole e i problemi idrogeologici”.

A tutto questo si accompagna però anche “un sentimento di impotenza di fronte a ciò che è avvenuto, per quanto è stato fatto in passato e quanto avremmo potuto fare. Avremmo potuto fare di più, ma molte volte ci siamo scontrati con situazioni normative molto complicate, regolamenti certamente di garanzia ma studiati a tavolino e perciò difficili da applicare nelle situazioni concrete”. E poi “per la confusione delle competenze, da anni ci siamo impegnati a fondo, nel quadro del federalismo amministrativo, per fare in modo che le competenze siano semplici e affidate a soggetti certi, a partire dai fiumi, dai bacini idrogeologici, a garanzia degli interventi e dei cittadini”.

Impotenza anche “per la mancanza di risorse e non voglio dare la colpa a nessuno, ma è sotto gli occhi di tutti che il paese è finanziariamente nel baratro e, al di là delle divisioni politiche, in passato possono essere venuti meno atteggiamenti in grado di cogliere nella destinazione delle risorse le esigenze primarie del territorio, però sia chiaro che non è con un assessore in più o in meno che sim, risolvono i problemi idrogeologici di un territorio invecchiato e malato come quello ligure”. Per il presidente della Provincia è forte anche “il senso di amarezza perché in situazioni così tragiche l’antipolitica ha preso il sopravvento e senza cercare le vere cause si cercano solo i colpevoli ad ogni costo e le figure dei politici vengono vissute a prescindere come estremamente negative, un fatto che richiede anche riflessione sulla tenuta e la sopravvivenza democratica”.

Per Alessandro Repetto “è arrivato il momento di porre fine a questo stillicidio: così come esistono ottimi giornalisti e cittadini degnissimi e onorati credo sia il tempo di riconoscere che ci sono politici che sappiano essere davvero al servizio del proprio Paese.” Il presidente della Provincia poi, riferendosi alle notizie di stampa sui possibili avvisi di garanzia emessi dalla magistratura per l’alluvione di Sestri Ponente dell’ottobre 2010 ha detto “è molto facile che questi provvedimenti possano interessare anche la Provincia, che svolge compiti di polizia idraulica, così come un avviso di garanzia potrebbe essere accompagnato anche al domicilio del presidente di questo ente. Considerei un provvedimento emesso dai magistrati che si occupano dell’indagine, dei quali ho la massima stima per l’alto livello professionale, anche un elemento di censura per l’aspetto politico-amministrativo e se ciò dovesse accadere sarei non solo disponibile, ma doverosamente portato a rimettere il mio mandato, pronto dopo l’approvazione del bilancio di previsione ad assumere eventualmente le decisioni conseguenti”.