Cronaca

Alluvione Liguria, Burlando: “Nuove risorse e impegni per ripristino viabilità”

Roma. L’emergenza di Genova e della Liguria per le recenti alluvioni è stata al centro di una giornata di incontri a Roma del presidente della Liguria Claudio Burlando, accompagnato dalle assessore all’ambiente, Renata Briano, e alle infrastrutture, Raffaella Paita, oltre che da alcuni funzionari della Regione.

Burlando ha incontrato in mattinata il ministro alle Infrastrutture Matteoli, al quale è stata illustrata soprattutto la disastrosa situazione della viabilità nello Spezzino, investita da frane lunghe anche centinaia di metri, con diversi piccoli paesi isolati e l’impossibilità dei Comuni di affrontare i problemi tecnici e economici per il ripristino della viabilità. I danni, com’è noto, si sono verificati soprattutto nella Val di Vara e nelle Cinque Terre, ma anche nella Val Magra e in altre zone. “Si tratta di 250 chilometri di strade interrotte”, ha dichiarato Burlando. “Con il ministro Matteoli e i tecnici del ministero è stato deciso di attivare un tavolo tecnico, che si riunirà già nei primi giorni della prossima settimana, con la partecipazione anche dei vertici dell’Anas e della società del gruppo Autostrade SALT”. “Servono risorse”, ha sottolineato ancora Burlando “ma anche attività di progettazione e di gestione degli interventi che i Comuni da soli, sia pure con l’ausilio della Regione e delle sue strutture, non possono assicurare”.

Nel corso dell’incontro con il sottosegretario Letta e il capo della Protezione civile Gabrielli, Burlando ha riproposto l’ipotesi di reperire rapidamente risorse utilizzando lo strumento della accise sulla benzina che il governo ha deciso nel 2010 per affrontare l’emergenza degli sbarchi di immigrati dovuti soprattutto alla guerra in Libia. “Ora questa emergenza sta molto diminuendo”, ha detto Burlando. “In Liguria notiamo addirittura un fenomeno di rientro verso la Libia di questi profughi. Mi sembra fattibile mantenere comunque l’accisa di due centesimi al litro già stabilita, che continuerà a finanziare naturalmente le iniziative per le emergenze sbarchi, ma destinandone una parte consistente alla costituzione di un fondo nazionale per le calamità naturali che da subito può finanziare le iniziative per le emergenze in Liguria e in altre località del paese, e in prospettiva può fornire risorse anche per la prevenzione e la messa in sicurezza dei corsi d’acqua”. La proposta è stata giudicata fattibile da Gabrielli e Letta: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha anzi aggiunto che può divenire immediatamente attuativa in via amministrativa.

Infine, nel corso di una conferenza stampa tenuta dal ministro per i Rapporti con Le Regioni Fitto, è stato confermato che sono da oggi a disposizione della Liguria i fondi FAS: 288, 51 milioni di euro per l’impiego dei quali la Regione ha da tempo predisposto i programmi attuativi. Burlando ha affermato che, di fronte all’emergenza causata dal maltempo, e d’accordo con il ministro Fitto, sarà possibile una immediata riprogrammazione che consentirà di indirizzare agli interventi per le alluvioni alcune decine di milioni di euro. E ciò nonostante la rimodulazione necessaria anche per contare i 50 milioni di tagli decisi dal Governo dopo la definizione del programma regionale. Restano le altre priorità di spesa indicate dalla Regione: la depurazione delle acque, in particolare nel Tigullio e nel Ponente, la realizzazione di una viabilità tra costa e entroterra, la riqualificazione urbana nelle città di dimensioni minori (in quelle grandi sono stati investiti fondi europei), il recupero dei beni culturali.

In tutti gli incontri Burlando ha ricordato che una prima valutazione dei danni fa presumere una cifra non inferiore al miliardo di euro, senza contare gli investimenti necessari a proseguire le opere di messa in sicurezza che in questi anni sono in buona parte già realizzate nei torrenti genovesi. Ha anche ricordato che, oltre alle nuove risorse derivanti dai fondi FAS, la Liguria ha destinato per i primi interventi 50 milioni, di cui una trentina derivano dallo storno di investimenti inizialmente previsti per l’innovazione industriale. “Purtroppo le risorse a nostra diposizione “ ha osservato Burlando, “sono minime, e dobbiamo dare le scelte prioritarie”.