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Alluvione Genova, via Donghi e sottopasso Cadorna: le ipotesi al vaglio di Tursi foto

Genova. A due settimane dall’alluvione che ha devastato Genova, il sottopasso Cadorna e via Donghi restano due tra le situazioni più critiche del territorio devastato dalla furia delle acque. La città si è rialzata subito, ma le ferite restano: il sottopasso alla fine di Via XX Settembre è chiuso, mentre alcune tra le attività commerciali che erano all’interno espongono la merce in gazebi provvisori.

“L’amministrazione non lascia sole le attività – ha assicurato oggi l’assessore alle Manutenzione del Comune di Genova, Pasquale Ottonello – e tramite il costante contatto con associazioni di categoria e singoli commercianti segue passo passo la situazione”. Un primo imminente obiettivo è “consentire ai negozi del sottopasso di poter svolgere le attività in questo periodo e in modo particolare sotto Natale. In questo senso – ha ribadito Ottonello – stiamo approfondendo con le associazioni la possibilità di collocarle in strutture sufficientemente efficaci e in aree appetibili dal punto di vista commerciale, come piazza l’ area dei ‘vulcani’ di piazza della Vittoria”.

Rimane poi da affrontare la questione strutturale “più delicata”. Ovvero “se e come riutilizzare il sottopasso per le attività commerciali o se invece pensare a ipotesi diverse. Stiamo approfondendo l’argomento ma una cosa è certa, l’amministrazione non lascerà soli i commercianti”.

L’altra criticità, per cui l’emergenza sembra non finire mai, è nel quartiere di San Fruttuoso. “Via Donghi è tra le situazioni più delicate del nostro territorio – ha sottolineato l’assessore – da una parte i tecnici sono al lavoro per ripristinare la situazione su strada e sullo spazio privato del supermercato, dall’altra dobbiamo verificare e monitorare cosa c’è sotto e quali problemi potrebbe creare il rio Rovaro”.

Quanto a piazzale Kennedy, entro lunedì 28 novembre, l’area dovrà essere sgomberata dalle auto alluvionate messe a disposizione i giorni seguenti l’alluvione per aiutare i cittadini a reperire i loro beni. “Chi sa o chi pensa di daavere l’auto lì si rechi sul posto. Non perché il Comune “non tenga conto delle esigenze di chi ha subito danni, ma c’è la necessità di una bonifica e inoltre lo spazio in periodo natalizio potrebbe essere utilizzabile in altro modo” ha concluso Ottonello.