Alluvione, Genova si risveglia senza pioggia: ma è ancora allarme - Genova 24
Cronaca

Alluvione, Genova si risveglia senza pioggia: ma è ancora allarme

notte

Genova. Il giorno dopo la tremenda alluvione che ha travolto interi quartieri, causando la morte di sei persone, di cui due bambini, Genova si risveglia ancora attonita e spaventata in un’atmosfera surreale.

Da ieri sera il paesaggio è spettrale: in alcuni punti, come in via Donghi, la città appare devastata e sventrata, le vie deserte, con le macchine accartocciate ovunque, percorse solo dai mezzi di soccorso e dai lampeggianti delle forze dell’ordine. Dalle 6 di questa mattina è entrata in vigore l’ordinanza del sindaco Vincenzi che impone il divieto di usare il mezzo privato, i mezzi pubblici sono assicurati, dopo che ieri molte linee sono state interrotte e deviate per l’emergenza. Sono previste deroghe per categorie particolari: fra queste, disabili, trasporto merci reperibili, viveri, medicinali, le auto al servizio delle società partecipate per guasti e riparazioni, medici e operatori sanitari che devono recarsi al lavoro. Di volta in volta polizia municipale e forze dell’ordine valuteranno l’applicazione.

Le scuole sono chiuse su tutto il territorio di Genova e provincia.

La città deve essere “vuota di traffico” per permettere la messa in sicurezza e la viabilità ai mezzi di soccorso e al personale che sta giungendo in aiuto da città e regioni vicine e soprattutto in previsione dell’ulteriore peggioramento delle condizioni metereologiche previste anche per oggi.

Secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile le situazioni più critiche si sono verificate nella zona compresa tra il ponente genovese e Arenzano/Albisola sulla costa, mentre nell’entroterra stanno alzandosi i livelli idrometrici sullo Scrivia, sullo Stura e sull’Orba. Si prevedono precipitazioni di intensità molto forte con quantitativi fino a molto elevati sulle provincie di Genova, Savona ed Imperia, dove resta alta per tutta la giornata la probabilità di rovesci o temporali organizzati. Nelle prime ore del mattino i fenomeni sembrano persistere tra Genova e Capo Mele. L’invito è di rimanere a casa, e in caso di emergenza mettersi al sicuro nei piani alti delle abitazioni. L’allerta meteo permane fino a domani alle 12.

Negli occhi le immagini inaudite di una città in ginocchio: quindici minuti violentissimi , ieri, il Rio Fereggiano in un quarto d’ora è stato investito da un monsone, uno “tsunami mai visto” come dichiarato dalla sindaco Marta Vincenzi visibilmente provata. Il livello del rio di Quezzi, così come gli altri torrenti genovesi, sono passati in pochi minuti da basso alla violenta tracimazione. Seicento millimetri caduti in un giorno sulla città, una bomba d’acqua, come dicono gli esperti, e per cui, secondo l’amministrazione comunale “non si poteva fare di più”. Il bilancio è catastrofico: sei morti, di cui due bambini, decine di feriti, un disperso. Respinte al mittente le accuse sulla pulizia dei torrenti, la “vera questione è il rio non ancora in completa sicurezza e soprattutto le precisazioni fuori norma”.

“Non si poteva fare altrimenti – ha detto ieri sera in conferenza stampa la sindaco – una tragedia infinita sulla quale noi piangiamo. In futuro allerta 2 significherà non uscire e anche una paventata revisione bacini”. Ma oggi non è ancora momento di programmi, fino a domani alle 12 permane il livello d’allarme: Genova è di nuovo nel mirino, il copione potrebbe essere simile a quello di ieri. Stamani sono previsti i lavori di somma urgenza, in primis le auto trascinate dal fiume di acqua e fango accartocciate ai lati ed in mezzo alle strade.