Alluvione Genova, dignità e fermezza tra chi ancora combatte con fango e danni: “Pretendiamo trasparenza” - Genova 24
Cronaca

Alluvione Genova, dignità e fermezza tra chi ancora combatte con fango e danni: “Pretendiamo trasparenza”

ferregiano alluvione

Genova. Il sole che ha illuminato oggi la zona devastata dalla violenza del Fereggiano venerdì scorso non cancella il ricordo di quelle terribili ore. Certo aiuta però a lavorare e a farlo con lena. Gli abitanti della zona, con l’aiuto dei volontari, lo hanno fatto ininterrottamente. Oggi alcuni bar erano aperti. Si è ancora lontani dalla normalità, ma tutti gli sforzi stanno rendendola sempre più vicina.

Qualche ora a contatto con i commercianti e gli abitanti della zona e ci si rende conto di tre cose.

Qua c’è paura che i discorsi sulla messa in sicurezza, sulle infrastrutture portino via quegli relativi agli aiuti concreti da far arrivare alle imprese. Prestiti a tassi agevolati, possibilità di non pagare le tasse, favorire le condizioni per poter far proseguire le attività, sono solo dei punti di partenza. Qui c’è bisogno di liquidità. “Dopo l’alluvione, la prima cosa che ho fatto è stata chiamare in banca e chiedere che sospendessero tutti i pagamenti, ma come mai potrei fare altrimenti?”. Per provare a ricominciare c’è chi ha dovuto prendere in mano i soldi messi da parte per far studiare i figli.

La seconda cosa che si percepisce è la totale sfiducia nella classe dirigente. Si è molto parlato di fondi in questi giorni: quelli d’emergenza che dovrebbe sbloccare il Governo, quelli di solidarietà che potrebbero arrivare dall’Europa e poi tutta la beneficienza che le persone stanno facendo. “Dove vanno a finire questi soldi?”, si chiedono spesso. C’è chi fa riferimento anche alle magliette con scritto “non c’è FANGO che tenga”, “Qui si parla di milioni di euro raccolti da La7 e Il Corriere della sera, ma dove andranno a finire?”.

C’è sfiducia e voglia di trasparenza. “Qui c’è già qualcuno ha cominciato a sfregarsi le mani”, ci dicono in un bar. La memoria va ai fatti dell’Aquila, e a quella risata di imprenditori avidi rivelata dalle intercettazioni. Questa sfiducia, c’è da sottolineare, è anche nei confronti dei media. “C’è chi viene qua con il suo microfono e pretende anche di suggerire le risposte”.

Il terzo aspetto è l’unico positivo: nella dignità e nella forza con cui queste persone stanno affrontando la disgrazia, incuranti di stanchezza e sacrifici, non dimenticano mai di ringraziare i volontari, di ricordarli, di raccontare aneddoti. “I primi giorni, c’è stato un momento in cui sono mancate le pale per spalare, e molte ragazze e ragazzi si sono messi lì e hanno spalato con le mani”.

La gratitudine nei confronti dei volontari che hanno aiutato in questa settimana è evidente in tutti i negozi dove si moltiplicano i fogli A4 appesi con una sola parola: “Grazie”.

Dovremmo ringraziare noi loro, per questa forza e per questa dignità.