Cronaca

Alluvione Genova, 2 mila attività colpite, Ottonello: “Stessa determinazione anche nella ricostruzione”

Genova. Dieci giorni dopo la terribile alluvione che ha sconvolto Genova, causando la morte di sei persone e centinaia di milioni di euro di danni sul territorio, la struttura dell’emergenza “seppur rivista e aggiornata” è stata mantenuta “in modo che la macchina comunale insieme a quella dei municipi segua con la stessa determinazione anche la fase della ricostruzione e della post emergenza, e per far ciò abbiamo la necessità che alcune risorse dei Municipi vengano a rafforzare la struttura sul territorio”. Lo ha ribadito oggi l’assessore alle Manutenzioni, Pasquale Ottonello, a margine della conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione in cui versa il capoluogo ligure.

Le attività commerciali colpite dall’alluvione a Genova sono state oltre duemila e anche se sono già 58 i cantieri pubblici attivati dal Comune, “l’emergenza non è finita, la città ha ancora bisogno di aiuto”. Ha sottolineato l’assessore ai Lavori Pubblici, Mario Margini, precisando che sono già stati spesi dal Comune oltre 10 milioni di euro. L’assessore ha sottolineato che rispetto all’alluvione dello scorso anno a Sestri Ponente, l’area colpita quest’anno è stata molto più ampia. “C’é stata una ‘marea’ di torrenti coinvolti. Il Comune sta facendo la sua parte, ma anche i privati devono fare la loro per mettere in sicurezza le loro aree”.

Oltre ai danni alle attività economiche, duramente colpite e ancora in ginocchio, due criticità vanno costantemente monitorate. In primis gli sfollati: “alcuni stanno già rientrando – ha confermato Ottonello – oggi insieme all’assessore Margini e alla Sindaco abbiamo visitato le zone in cui si riscontrano le situazioni più delicate, ad esempio in via Donghi, sia nella parte pubblica sia in quella privata dove stanno lavorando con grande determinazione”.

Quanto alle scuole “stanno rientrando quasi tutte, salvo alcuni casi in cui rimangono alcuni interventi di lieve entità, ma i lavori stanno arrivando alla conclusione”.