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Alluvione Genova, allerta 2 estesa sino alle 18 di domani, in arrivo i primi fondi

Genova. Si è concluso il vertice presso la Regione Liguria, cui partecipano il governatore Claudio Burlando e Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione civile: secondo le prime informazioni disponibili il premier Silvio Berlusconi starebbe firmando proprio in questi minuti lo stanziamento dei primi fondi per gli alluvionati.

Ore 16.56 – La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo contro ignoti per l’alluvione. L’inchiesta è seguita dal procuratore capo facente funzioni, Vincenzo Scolastico, e dal sostituto procuratore Stefano Puppo.

Ore 16.55 – Nubifragio su Prà, nel Ponente di Genova, e precipitazione intensa sulla zona di Andora. Migliora la situazione sui quartieri orientali del capoluogo.

Ore 16.44 – Pioggia in calo su Lavagna; precipitazione intensa sulla Val Polcevera.

Ore 16.32 – La forte mareggiata sta rallentando il deflusso in mare delle acque dell’Entella; è questa la causa principale dell’innalzamento del livello del fiume verso la foce. A Nord del Ponte della Maddalena, tra Chiavari e Lavagna, la situazione è più tranquillizzante.

Ore 16.50 Lunedì i bonifici domiciliari e le pensioni Inps che dovevano essere riscosse negli uffici postali resi inagibili dall’alluvione, saranno regolarmente in circolarità di pagamento in tutti gli uffici postali della città e della provincia. L’Azienda ha attivato un’ unità di crisi nella sede centrale di Roma, in costante contatto con i presidi territoriali e con la Protezione Civile, per mettere in sicurezza gli uffici postali e predisporre un piano di graduale e tempestivo ripristino della funzionalità delle strutture logistiche danneggiate. Gli uffici postali inagibili a Genova sono 5 (2 in Corso Sardegna, 1 in via San Fruttuoso, via Granello, via Nereggiano).

Ore 16.27 – Cresce l’Entella nella zona di Chiavari. Il livello dell’acqua è a solo mezzo metro dal livello di guardia e continua a piovere con intensità.

Ore 16.25 – Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, assicura che il Comune anticiperà le somme per i danni urgenti quantificabili in 3 milioni di euro. Lo si apprende dal sito del Comune.

Ore. 16.00 Il fiume Entella che scorre nella cittadina di Chiavari è in piena. Non è ancora esondato, ma il rischio è alto. La pioggia battente non promette niente di buono. I vigili del fuoco invitano i cittadini a rimanere in casa.

Ore 15.49 Sospese per la prossima settimana le attività ambulatoriali di ricovero e chirurgiche dei reparti oculistici dell’ospedale San Martino, di Clinica Dermatologica e di Clinica Chirurgica.  Nei prossimi giorni chi aveva una  prenotazione verrà contattato dall’ospedale per fissare i nuovi appuntamenti. Rimangono disattivate le sale operatorie del Pronto Soccorso.

Ore. 15.20 Pioggia forte su Chiavari e sull’entroterra col fiume Entella che continua a essere monitorato per paura di piene causate dagli affluenti a monte.

Ore 14.33 – Per lunedì, oltre che le scuole, decisa la chiusura a Genova delle facoltà universitarie di Medicina, Farmacia e Ingegneria.

Ore 14.30 – Riprende a piovere sui quartieri centro-orientali di Genova.

Agg. 14.20 Si è concluso il vertice in Regione Liguria tra Claudio Burlando e il governatore Claudio Burlando e Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione civile. Sono stati chiesti nuovi fondi dal governo per l’aiuto della popolazione genovese alluvionata. Il governatore ligure ha chiesto che gli aiuti siano tempestivi.

Agg. 13.20 Cessato allarme nella zona del Fereggiano, l’acqua riesce a defluire di nuovo verso valle. Il peggio sembra passato e la polizia sta cercando di tranquillizzare le persone.
Secondo quando appreso negli ultimi minuti, una briglia a monte del Fereggiano è a rischio cedimento. Stando ai primi aggiornamenti l’allerta precauzionale è relativa ad alcune criticità rilevate nella parte alta del bacino del Fereggiano in prossimità della torretta di Quezzi.
Si teme un tappo del torrente. Allestita in mezzo alla via una barriera di emergenza con i detriti. La preoccupazione è altissima: si sta cercando di evacuare tutta la zona, da Quezzi a Marassi, alle persone è intimato di salire ai piani alti. E’ rischiosissimo transitare a piedi e in macchina nei dintorni. Il consiglio piuttosto è di scendere dall’auto e di farsi ospitare dai palazzi circostanti.

Ieri proprio in questa zona è scoppiata la bomba d’acqua che ha causato la morte di sei persone, travolta dal rio tracimato ed esondato in quindici minuti.

Scene di panico anche in centro dove le persone temono la conseguente esondazione del Bisagno.