Cronaca

Alluvione, Associazione Ligure di Meteorologia: “A Genova il sistema di monitoraggio non funziona”

Genova. L’Associazione Ligure di Meteorologia è voluta intervenire nel dibattito cruciale che in questi giorni si è alimentato a causa dei tragici fatti legati all’alluvione nello spezzino e nel genovese. L’associazione ha preso  una posizione chiare e decisa. Nel comunicato se la prende innanzitutto con la diffusa disinformazione: “Venerdi 4 novembre ci è toccato sentire addirittura di una fantomatica seconda ondata di piena del Bisagno – si legge – dopo che aveva smesso di piovere, come se ci trovassimo nelle pianure del nord Italia dove le ondate di piena si aspettano a distanza addirittura di giorni, creando il vero panico ingiustificato in una popolazione già profondamente ferita e piegata dalla furia dell’acqua”.

Poi prende in considerazione due tra i fattori scatenanti di queste alluvioni che hanno sconvolto il territorio ligure: “territorio deturpato dalla speculazione edilizia e dall’abbandono delle campagne”.

L’associazione si scaglia però soprattutto contro le modalità di monitoraggio del meteo attivate dal Comune: “Inconcepibile che il comune di Genova si sia dotato di ben 24 stazioni di monitoraggio meteorologico del proprio territorio comunale mantenendole segrete, al solo utilizzo di un ufficio che, fuori dalle allerta mantiene l’occhio puntato sul proprio comune esclusivamente durante il normale orario d’ufficio. Una follia all’italiana, lontana anni luce dalla cultura americana in cui un dato o un servizio meteorologico viene reso pubblico nel momento in cui scaturisce da strumentazioni finanziate con risorse pubbliche”.