Tubo rotto a Sestri, sopralluogo della Commissione d’inchiesta: audizioni e problematiche - Genova 24
Cronaca

Tubo rotto a Sestri, sopralluogo della Commissione d’inchiesta: audizioni e problematiche

Sestri Ponente. Prima riunione della Commissione regionale d’Inchiesta sui Rischi e le Misure di Prevenzione dell’Inquinamento Ambientale nella città di Genova con sopralluogo alle strutture danneggiate nell’incidente, verificatosi il luglio scorso, all’oleodotto di Sestri Ponente e successivamente, con le audizioni di tutti i soggetti coinvolti, nella sede del Municipio 6 con il presidente Stefano Bernini .

“Sono emerse alcune problematiche sia a livello normativo sia a livello manutentivo di alcuni tipi di lavori – ha spiegato il presidente della Commissione Edoardo Rixi – In realtà Iplom aveva fornito a Comune e vigili del fuoco le mappature degli oleodotti, ma la ditta che effettuava lo scavo non ne aveva dato notizia all’Iplom perchè le procedure comunali non prevedevano questo tipo di informativa”.

I fatti: a luglio la società Genova Rete Gas scavando con una trivella provocò la rottura di un tubo di benzina della Seapad, gestita da Iplom, causando uno sversamento di carburante pari a 2 mila metri cubi, con conseguente pericolo esalazioni ed esplosioni e per cui furono evacuate 120 persone.

“La commissione audirà nuovamente i soggetti interessati, sindaco e assessore per evitare che un evento così rischioso possa capitare nuovamente. So che il Comune è intervenuto, e, da quel giorno, per qualsiasi scavo aperto anche dove non passa un oleodotto, vengono chieste verifiche”. In Commissione sono emerse anche altre questioni “post incidente”, come la manutenzione delle tombinature legate anche all’alluvione dell’ottobre 2010. Un dato è certo, nella rottura del tubo, avvenuta a luglio, i “controlli incrociati non hanno funzionato – ha sottolineato Rixi – L’oleodotto è lì da più di 50 anni e chiunque a Sestri sa che quell’area è a rischio”. Il problema è che le aziende che hanno preso il subappalto non erano liguri, ma lombarde, e quindi nella trasmissione degli atti “probabilmente non sono state date tutte le informazioni. E’ chiaro però – ha concluso il presidente – che in una zona come il ponente genovese, così ricca di servitù, non può più mancare una grigliatura del sottosuolo da avere in rete, utilizzabile dalle varie aziende”.

Fra le persone ascoltate, il Responsabile dell’Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro della ASL3 genovese e il responsabile della Iplom.

“La Commissione d’inchiesta serve per approfondire e creare le condizioni per cui, in caso di mancanze e lacune, ogni ente faccia la sua parte – ha commentato il vicepresidente Matteo Rossi – la situazione è complessa, ci sono una serie di interventi che si sovrappongono uno all’altro. Ma soprattutto, in una delegazione come quella del ponente, dovrebbe esserci maggiore controllo quanto a mappatura e servitù che ricadono sul territorio”. A questo proposito la “Commissione è un’occasione propedeutica e funzionale per capire quali siano le strade da seguire per garantire il lavoro, la sicurezza di lavoratori e cittadini e il diritto a vivere in una città serena”.

“Credo – ha ribadito Rossi- che dovremo fare un importante lavoro di prevenzione per evitare che episodi di tale gravità si possano ripetere. Non è ammissibile che impianti inquinanti e nocivi, talvolta vere e proprie bombe, siano collocati in mezzo alle case. Ora è importante invertire la rotta: meno servitù, più cura del territorio e più servizi”.