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Treni, la rabbia dei Pendolari liguri: “Il 2012 sarà l’anno della fine del trasporto pubblico?”

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Genova. L’assessore regionale ai Trasporti Vesco ha avvertito che nel 2012 le risorse per il trasporto su ferro diminuiranno del 72% circa: viaggeranno solo 2 treni su 7 rispetto a quelli attuali e resteranno a terra più di 70.000 passeggeri rispetto ai 105.000 che utilizzano il treno ogni giorno in Liguria. “Ci aspettavamo un annuncio non certo positivo, ma la realtà rischia di superare le ipotesi più pessimistiche – commenta Sonia Zarino, coordinatrice dei Pendolari liguri – Se il Governo non farà retromarcia, l’anno prossimo viaggiare sui treni del trasporto pubblico regionale potrebbe diventare un miraggio per moltissimi cittadini”.

Incredibile? “Ecco i dati presentati da Vesco: nel 2012 le uniche risorse certe per il trasporto pubblico, ad oggi, consistono in 22 milioni di euro, ben al di sotto del fabbisogno regionale. In tali condizioni, viaggeranno solo 69 del 248 treni che la Liguria mette a disposizione ogni giorno, con una diminuzione di circa 100.000 posti offerti ai viaggiatori – continua Zarino – facendo due conti, dato che sono 105.000 i passeggeri/giorno sulle reti ferroviarie liguri, e sono 132.800 i posti offerti attualmente sui treni regionali mentre saranno solo 37.200 quelli offerti nel 2012 (previsioni della Regione Liguria), si capisce chiaramente che più di 70.000 passeggeri resteranno a terra, riversandosi magari sulle già congestionate strade e autostrade liguri e spendendo oltretutto cifre folli tra benzina, autostrada, parcheggi, multe, ecc.”.

La portavoce dei pendolari sottolinea anche che in questa situazione a dir poco drammatica anche il bonus disservizi e la carta tutto treno potrebbero (e anzi quasi certamente) essere sacrificati sull’altare dei risparmi. “Questo è quanto annunciato dall’assessore, che significa che non solo diminuirebbero drasticamente i treni regionali, ma sarebbe necessario, per poter usare anche gli IC, fare un abbonamento IC con estensione regionale (sempre che esista ancora). Soluzione naturalmente molto più costosa rispetto all’attuale: quasi il doppio, come spesa!, e che comunque non garantirebbe affatto di avere lo stesso numero di treni a disposizione, specie per chi abita nelle piccole località servite solo dai treni regionali”.
Zarino prospetta tutt’altro che un futuro roseo per il trasporto su ferro. “Assisteremo a un mix di aumenti tariffari e tagli pesantissimi: in ogni caso, pagheremo di più per avere di meno, come da anni a questa parte – conclude – Intanto proseguono i lavori sul nodo genovese, che daranno (a caro prezzo!) tanti bei binari nuovi per un numero sempre più ridotto di treni, anche questo uno dei paradossi dei nostri tempi. Come a dire: l’operazione è riuscita, ma il paziente è morto”.