Quantcast
Cronaca

Trasporto, incontro in Regione: apertura su unione Amt-Atp, forti timori per il 2012

autobus amt

Regione. Per il trasporto pubblico locale, il quadro che si prospetta continua a essere a tinte fosche, anche se con qualche apertura. E’ quanto emerge dall’incontro che si è tenuto oggi in Regione, tra aziende, amministratori e sindacati per affrontare il problema che attanaglia le quattro province soprattutto in previsione del 2012. Se nel 2011 i conti saranno chiusi, è il prossimo anno a fare impallidire, con un fondo nazionale del comparto che scenderà dai 2,2 miliardi di euro ai 400 milioni, con conseguente incapacità per le aziende di conferire il servizio, e di chiudere il bilancio di previsione.

Nel 2012 servirebbero 120 milioni per il trasporto in gomma e 70 per quello in ferro, ma considerato che i treni, secondo le ultime stime potrebbe subire un taglio del 70%, i conti salteranno per tutti. Anche per questo i sindacati premono da tempo per ottenere l’azienda unica “che pur essendo una goccia nel mare, consentirà un’economia di scala” con la rassicurazione che “saranno mantenuti gli accordi aziendali singoli per non aggravare sui costi” entro fine dell’anno, come paventato anche nell’ultimo consiglio regionale quando i lavoratori Amt furono ricevuti dall’assemblea. In questo senso, se il bacino unico sembra un miraggio, da Comune di Genova e Provincia è arrivata una prima apertura verso l’unione Amt e Atp. L’assessore regionale Vesco ha inoltre programmato una serie di tavoli con confronti separati già a partire dalla settimana prossima per cercare una conclusione positiva. Tra le altre questioni emerse, anche la necessità di integrare il trasporto pubblico con i parcheggi di interscambio. Bocciate invece diverse proposte per fare cassa: dall’aumento del bollo auto a una tassa sul transito autostradale che esula dalle competenze regionali. Riconosciuto l’impegno dell’assessore Enrico Vesco, la consapevolezza di mancanza di risorse rimane, tanto che i sindacati hanno chiesto un incontro ulteriore con il presidente Claudio Burlando e con l’assessore al Bilancio, Pippo Rossetti. “Il rischio di ammazzare il trasporto pubblico è alto, bisogna fare pressing su Tremonti e Matteoli perché ciò non accada, o altrimenti spiegare ai cittadini che la scelta è quella di farne a meno”.

“Vesco non è in condizioni di fare promesse – è stato il commento del presidente di Tpl Linea Maurizio Maricone – Esiste un problema di valutazione del sistema Tpl della Giunta regionale e del presidente Burlando senza dimenticare la totale assenza a livello nazionale. Va sfatato il fatto che il trasporto pubblico sia un mangiasoldi. Le azioni di efficientamento sono arrivate ai massimi livelli nella mia azienda – ha detto riferondosi a Savona – passando attraverso scelte difficili e crudeli per i dipendenti e gli utenti. Il prossimo piano industriale dovrà prevedere un forte taglio dei km percorsi dai nostri autobus con una caduta del servizio e una riduzione degli accordi collettivi di secondo livello a cui siamo purtroppo costretti”.

“Così significa farci massacrare, non si può far pagare ai cittadini e ai lavoratori la decisione di chi a livello nazionale se ne frega del trasporto pubblico” è la replica in ambito sindacale.