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Cronaca

Sant’Olcese, Tovo su sciopero Atp: “Basta tagli, lavoratori e Comuni hanno già pagato troppo”

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Sant’Olcese. “Se continueranno a non arrivare i finanziamenti del governo per il trasporto pubblico, sarà un vero disastro”. Così esordisce Massimiliano Tovo, assessore ai Trasporti del Comune di Sant’Olcese, che nel dichiarare massima solidarietà nei confronti dei lavoratori di Atp, oggi in sciopero, sottolinea quali potranno essere le conseguenze per gli enti locali e per la cittadinanza.

“La situazione è grave, non solo per quanto riguarda il trasporto su gomma, ma anche per quello su ferro – dice Tovo – se i fondi non arriveranno, la Regione non potrà far altro che effettuare altri tagli e così pure l’Atp, che per il 2012 potrebbe pensare ad una ulteriore razionalizzazione del pacchetto servizi”.
Secondo l’assessore gli enti locali hanno già sopportato troppo. “Non possiamo accettare ulteriori tagli perché noi Comuni abbiamo già fatto abbondantemente la nostra parte e ora deve essere il governo a rispettare le promesse fatte ed ad intervenire, ma con fatti concreti”.

Dopo aver analizzato la situazione dei trasporti in linea più generale, Tovo passa ai problemi locali. “Abbiamo appreso con entusiasmo la decisione della Regione Liguria di voler fare una nuova legge che porti al bacino unico dei trasporti. Questo potrebbe essere un modo per salvaguardare il servizio e contenere i costi – spiega – anche perché soprattutto per noi piccoli Comuni sarebbe improponibile un ulteriore taglio del trasporto pubblico”.

Negli scorsi mesi l’assessore ai Trasporti di Sant’Olcese aveva già avanzato alcune proposte all’azienda Atp. “Per esempio si potrebbero migliorare le coincidenze fra treni e bus e magari colmare alcune carenze ricorrendo a Scagnelli, un privato che già effettua servizio sul nostro territorio – spiega – poi vorremmo anche che Atp mettesse in atto ciò che aveva pensato di fare, ovvero i bus a chiamata”.

Insomma, Tovo, ribadisce che l’impegno dei Comuni è massimo, ma che ora non si possono affrontare ulteriori penalizzazioni, perché riducendo i servizi sarebbe la cittadinanza a pagarne effettivamente le spese.