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Sanità, Lella Trotta (Uil): “Savonese penalizzato rispetto a Genova, mancata assistenza non è risparmio”

Regione. “La scure dei tagli sanitari si è abbattuta sul Savonese più che a Genova”. Lo afferma Lella Trotta, segretario confederale di Uil Liguria, a margine del direttivo della sigla sindacale che si è svolto all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. “L’assessore Montaldo ha accettato un piano dell’Asl 2 Savonese che taglia gli interventi chirurgici, Day Surgery e tutto ciò che non è chirurgia urgente – prosegue – E’ una manovra gravissima perché pone l’azienda sanitaria al di fuori del rispetto dei livelli essenziali di assistenza. Non è pensabile che i cittadini savonesi debbano scappare in altre regioni se hanno bisogno di essere operati e questo non rappresenta di certo una riduzione o un taglio di spesa: il personale lo paghiamo e le sale operatorie sono attive”.

La sospensione di alcune attività chirurgiche e ospedaliere nelle strutture savonesi fino a dicembre, con l’obiettivo di risparmiare risorse, ha ingenerato la rimostranza del personale medico-ospedaliero. Secondo la linea dettata dall’assessore regionale Claudio Montaldo, gli obiettivi per i prossimi mesi riguardano il contenimento del disavanzo della spesa sanitaria entro il 5% del bilancio che consentirà di evitare l’aggravio delle tasse ed il commissariamento.

“Ma – commenta Lella Trotta – quanto ci scosta il cittadino che non ha avuto l’intervento chirurgico, in mancata assistenza e postumi traumatologici? Non è un risparmio. Cominciamo a riallocare il sistema delle dirigenze in Liguria o domandiamoci come mai sono stati accorpati tanti ospedali come il Santa Corona all’Asl 2, mentre la Regione Liguria ha creato l’Agenzia Sanitaria che ci costa più che molto”.

“Dov’è la riorganizzazione se non si parte dai massimi sistemi? – commenta l’esponente sindacale – Ci sono molte voci di spesa da rivedere in Regione: il meccanismo delle società partecipate regionali, o i vitalizi ed emolumenti dei consiglieri regionali che sono tra i più alti in Italia. In questo modo potremmo risparmiare molti soldi per la sanità dei cittadini”.

“Il 28 ottobre il pubblico impiego scende in piazza per manifestare contro una manovra economica che colpisce donne giovani, pensionati e tutti coloro che hanno lavorato fino ad oggi con aspettative. Sono stati toccati i meccanismi pensionistici. Ci sono molte disparità con cui sono stati trattati i dipendenti pubblici, come il differimento del trattamento di fine rapporto di due anni e mezzo, e questo non è accettabile” conclude Lella Trotta.