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Sampdoria, segreti e numeri del Cittadella: tutto nei piedi di Semioli e Foggia

bandiere samp

Genova. Dopo le ambizioni cullate per lungo tempo grazie anche alle magie del capocannoniere della Serie B dell’anno passato, appunto quel Federico Piovaccari che oggi milita in blucerchiato, il Citadella quest’anno si è presentao al campionato con stesse ambizioni, ma meno qualità.

13 punti in 10 partite. Una marcia casalinga nettamente superiore a quella blucerchiata in casa con 4 vittorie e due sconfite (mentre la Samp ha vinto una sola partita, pareggiato tre partite e perso contro il Torino).
Ruolino disastroso in trasferta, dove la squadra padovana ha pareggiato solo una volta, la seconda giornata contro il Torino (che da lì in decollò), per poi inanellare tre sconfitte (Sassuolo, Brescia, Pescara).

Una squadra dunque che ora sta a metà classifica ma che ha una media inglese pessima (-9) considerato che ha già disputato 6 partite casalinghe e solo 4 in trasferta. Insomma se dovesse continuare con questo passo fuori dalle mura amiche potrebbe essere risucchiata velocemente dalla zona pericolosa.

In quattro partite in trasferta ha trovato la via della rete solo una volta (appunto Torino), ora ha già superato i 200 minuti senza reti.

Nel complesso una squadra che riesce a tenere il campo dignitosamente, che gioca con il baricentro basso, l’idea di gioco è quella delle ripartenze ma che fuori casa ha sempre patito la superiorità degli avversari per poi subire gol.

La Samp dunque sarà soprattutto nei piedi di Foggia e Semioli e nella testa dell’ex Piovaccari, proprio perché il Cittadella soffre molto il gioco areo e gli spioventi. Tra qualche ora se queste considerazioni sono azzecate.