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Sampdoria, Piovaccari e Atzori le due facce della crisi blucerchiata

Pasquale Sensibile - Gianluca Atzori - Edoardo Garrone

Genova. Fortunatamente sabato prossimo la Sampdoria gioca lontano da Marassi: pazzesco pensarlo ma è così. 11 punti in trasferta (3v e 2p) contro 7 in casa (1v, 4p e la sconfitta contro il Torino). La Sampdoria sarà chiamata a mettere fieno in cascina, sperando che stasera il Torino perda qualche punto e non voli a un abissale più undici.

Solo sette giorni fa eravamo qui a decantare le ritrovate doti di Federico Piovaccari: in gol contro il Sassuolo e poi ancora ad Ascoli. Ora lo si rimette sulla graticola (o meglio a farlo in realtà è Gianluca Atzori).

Piovaccari e Atzori, dunque, le due facce della crisi di gioco (in generale) e di risultati casalinghi. O meglio: le due spiegazioni date sulla crisi. Perché è inutile negarlo, possiamo parlare dei problemi della Samp su diversi piani e a diversi livelli, ma alla fine ci si concentra sempre su un confronto semplificato: da una parte chi dice che è colpa dell’allenatore dall’altra chi dice che è colpa della società (o meglio, della squadra allestita).

Proviamo le vie di mezzo, per quanto non sia facile. Possiamo così parlare di un allenatore che ha adattato moduli che più ha nelle corde (quel 4-3-1-2 sbandierato in fase di preparazione) ai giocatori che passavano al convento (attraverso il 4-4-2). Insomma ha sicuramente adattato il modulo ai giocatori e non viceversa.

Probabilmente non è colpa sua se Piovaccari non fa gol in quella occasione avuta a pochi minuti dall’inizio contro il Cittadella (come d’altronde del fatto che Semioli e Foggia spesso si perdano in ghirigori poco efficaci). Ma ha certamente delle responsabilità sulle motivazioni, sulle accelerate e le retromarce (leggi Piovaccari fuori, poi in tribuna, poi in campo, poi fuori di nuovo. Stesso discorso per Maccarone, Obiang, Bentivoglio).

Il direttore sportivo Pasquale Sensibile ha confermato che il ruolo di Atzori non è in discussione, è però certo che se non si comincerà a ridurre un gap che per ora non è ancora incolmabile (sono solo 5 i punti che separano la Samp dal secondo posto che significherebbe promozione diretta, occupato ora dal Padova), qualche scossa bisognerà pur darla.