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Sampdoria, mancano grinta e personalità: vincere al Ferraris è un tabù

Esultanza Palombo - Sampdoria Padova

Genova. La classifica in casa Samp pare non interessare a nessuno. “Guardarla ora non serve a nulla”, la frase più gettonata. Peccato che il calcio viva di numeri e peccato che l’attuale graduatoria di serie B veda Palombo e compagni più vicini alla zona retrocessione che alla vetta. Il Torino, in solitaria lassù in cima, dista già 9 punti; Gubbio ed Empoli, al momento a braccetto al quint’ultimo posto, sono lontani solo 7 punti. Siamo al paradosso, i blucerchiati non lottano per la salvezza; ambiscono alla serie A ma per raggiungerla bisogna vincere. Farlo in casa poi, è un dovere imprescindibile; sfortunatamente per la Samp, fare bottino pieno a Marassi sembra diventata una missione impossibile.

I tifosi non ne possono più. Andare a vedere il Doria al Ferraris è diventata una sorta di “punizione”. Le sconfitte casalinghe della scorsa stagione contro Cagliari, Cesena, Parma, Lecce e Palermo che costarono la serie B sono ancora nei loro occhi. I supporter doriani hanno sopportato le umiliazioni dei cugini genoani, si sono rassegnati a un anno di cadetteria e hanno rinnovato con fiducia i propri abbonamenti. Nuova stagione, nuove speranze: lecito aspettarsi un’inversione di tendenza. Niente da fare, anche i più ottimisti adesso cominciano a storcere il naso. Da Di Carlo ad Atzori passando per Cavasin, vincere al Ferraris è un tabù.

Nella casella delle vittorie casalinghe di questo campionato al momento compare il misero numero 1, il roboante successo per 6 a 0 contro il Gubbio. Tre i pareggi: Padova, Grosseto e Sassuolo; la sconfitta è griffata Torino. Mancano grinta, cattiveria, determinazione e personalità. Contro il Sassuolo il Doria ha tirato in porta 2 volte in 90’, il pareggio è stato oro colato.

La società continua a concedere massima fiducia ad Atzori, anche i giocatori si sono schierati dalla sua parte. Che il tecnico sbagli modulo, interpreti e non centri i risultati, al momento passa in secondo piano. Il progetto è a lunga scadenza e serve pazienza. I tifosi però cominciano a dare i primi segnali di insofferenza. Domenica hanno fatto cadere una pioggia di fischi sulla squadra blucerchiata; in tribuna qualcuno chiedeva a gran voce la testa del tecnico, altri pungolavano il ds Sensibile e le sue scelte. Un successo ad Ascoli potrebbe riportare il sereno, a patto che la Samp bissi in casa conto l’abbordabile Cittadella il 22 ottobre.

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