Regione: nuove regole per diventare parrucchiere

Parrucchiere

Genova. Mentre procede l’iniziativa di Confartigianato che porta assessori e consiglieri regionali a lavorare per un giorno nell’ambito dell’artigianato, prosegue il tentativo di razionalizzare le attività, nella volontà di attuare un processo di sburocratizzazione.

E’ il turno degli “acconciatori”, barbieri e parrucchieri. Le nuove regole sono state decise dalla Giunta regionale ligure su proposta dell’assessore alla formazione e al bilancio, Pippo Rossetti.

Sono stati stabiliti nuovi standard formativi e i contenuti minimi del corso per l’attività di parrucchiere. Viene così sancita definitivamente la distinzione tra parrucchiere per donna e barbiere per uomo e viene concretamente regolamentato il percorso formativo per la figura dell’acconciatore che in Liguria conta circa 5 mila imprese.

“I nuovi percorsi – spiega l’assessore, Pippo Rossetti – sono richiesti dal mercato per formare nuovi talenti e stimolare ragazzi e ragazze attraverso un ventaglio di scelte più ampio. Come Regione abbiamo risposto alle richieste delle associazioni di categoria per formare professionisti, imprenditori che sappiano gestire il processo dalla contabilità al marketing, ai rapporti con le banche, fino alle norme di sicurezza”.

Ai corsi in scuole accreditate o riconosciute dalle Province potranno partecipare i maggiorenni con diploma di scuola media inferiore. Dureranno due anni per 1.800 ore suddivise in moduli. E’ previsto anche un terzo anno di 600 ore per la specializzazione nella produzione del servizio. Inoltre sarà organizzato anche un corso di riqualificazione professionale per i soggetti in possesso della qualifica di barbiere e per i loro dipendenti, familiari coadiuvanti e soci partecipanti, della durata di un anno pari a 300 ore.

Per favore, disabilita AdBlock per continuare a leggere.

Genova24 è un quotidiano online gratuito che non riceve finanziamenti pubblici: l’unica fonte di sostegno del nostro lavoro è rappresentata dalle inserzioni pubblicitarie, che ci permettono di esistere e di coprire i costi di gestione e del personale.
Per visualizzare i nostri contenuti, scritti e prodotti da giornalisti a tempo pieno, non chiediamo e non chiederemo mai un pagamento: in cambio, però, vi preghiamo di accettare la presenza dei banner, per consentire a Genova24 di restare un giornale gratuito.