Cronaca

Provincia, Chiesa: “Riduzione delle tariffe e riforma dell’Ato non più procrastinabili”

Provincia. “I partiti del centrosinistra che hanno appoggiato i referendum sono chiamati ora ad essere coerenti, invitando i propri amministratori presenti nei vari Comuni nel sollecitare l’ente Provincia a convocare la conferenza d’ambito affinché venga eliminato dalle bollette il 7% come da esito referendario.

Ezio Chiesa (Gruppo Misto Liguria Viva) invita i Comuni a non perdere tempo, soprattutto quelli amministrati dai partiti del centrosinistra che hanno appoggiato il referendum, devono, senza indugio, fare la loro parte ed incalzare l’Ato a prendere le decisioni consequenziali all’esito referendario.

“La Corte Costituzionale con sentenza n° 26 del 2011 – afferma Chiesa – ha dichiarato costituzionalmente ammissibile il quesito referendario, affermando che l’esito dell’abrogazione è direttamente applicabile, per cui la disposizione come risultante dall’abrogazione referendaria è immediatamente operativa senza la necessità di alcun intervento legislativo”.

Il risultato referendario è stato inoltre sancito con la promulgazione del Decreto del Presidente della Repubblica del 18 luglio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale due giorni dopo.

“A questo punto da parte dell’Ato non resta altro – continua Chiesa – che adeguare la tariffa in quanto il referendum ha abrogato quella norma che permetteva un ricarico del 7% sulle bollette a titolo di interessi per i capitali investiti dai gruppi privati nel servizio idrico”.

Insomma dopo cinque mesi da quando si è tenuto il referendum è giunto il momento di attuare il risultato. Restano anche da risolvere le problematiche legate alla soppressione dell’Ato.

“Il Governo – afferma Chiesa – ha previsto una norma che indica la cessazione degli Ato, affidando alle Regioni il compito di legiferare in materia, in seguito è stata concessa una proroga sino alla fine del 2011, ormai mancano pochi mesi e la Liguria dovrà darsi nuove regole”

Chiesa auspica delle norme che annuncino ambiti territoriali più piccoli rispetto agli attuali lasciando ai Comuni con meno di 5 mila abitanti, su base volontaria, la possibilità di gestire in modo autonomo il servizio idrico.

La legge regionale (39/2008) che prevedeva all’interno dell’Ato una quota del 30% alla Provincia e la suddivisione del restante 70% ai Comuni attraverso i parametri del numero di abitanti e dell’estensione territoriale, non ha mai avuto piena attuazione.

“La Legge che la Regione Liguria è chiamata ad approvare entro la fine dell’anno – conclude Chiesa – rappresenta un momento importante in quanto la Regione ha la possibilità di affidare a un nuovo soggetto i poteri affidati all’Ato, legiferando nell’interesse dei cittadini, predisponendo delle norme basate su principi di efficienza economicità e qualità”.

Per quanto riguarda gli ambiti la Regione deve legiferare in modo coerente con le realtà del territorio. Mentre la legge 39/2008 riguardava acqua e rifiuti, Chiesa ritiene opportuno tenere ben separati i due provvedimenti in quanto si tratta di materie diverse tra loro e molto complesse.

Nel mirino anche lo smaltimento dei rifiuti che saranno prima a poi conferiti nel gassificatore di Scarpino il consigliere regionale concorda sulla tariffa unica per lo smaltimento finale. Ben diverso invece quanto attiene alla raccolta e allo spazzamento, a seconda dei Comuni viene esercitato in modo differenziato, pertanto la legge deve garantire la prerogativa alle amministrazioni locali di organizzarsi come ritengono opportuno e, in base ai servizi prestati, la possibilità di diversificare la tariffa.