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Economia

Piredda (Idv): “Sulla Stoppani c’è bisogno di trasparenza”

Genova. La questione Stoppani è annosa e coinvolge profondamente il ponente genovese. Ha una storia lunga, di lavoro, di ricchezza donata da una parte, ma di privazioni e difficoltà dall’altra. Una volta chiusa la fabbrica il risultato è stato quello di tenere in una delle parti più belle della provincia genovese un ecomostro.

Anni di lavori e di soldi spesi per la bonifica e in realtà non è ancora completata la sua messa in sicurezza. Di tutti questi temi abbiamo parlato con il consigliere regionale Idv Maruska Piredda che molto si sta interessando alla questione e che soprattutto qualche settimana fa ha effettuato un sopralluogo assieme ad altri consiglieri per capire a che punto siano i lavori.

“La situazione è desolante – ci dice – perché un po’ di lavori sono stati fatti, ma non sono sufficienti, ci sono ancora delle scorie sì coperte, circoscritte affinché non ci siano fuoriuscite, però nel complesso la situazione è spettrale. Sulla parte a monte devono essere ancora effettuati dei lavori, la demolizione di edifici che comporterebbero poi la successiva rimozione di scorie, però per questo c’è ancora bisogno di investimenti”.

Investimenti appunto. Si parla di 50 milioni già spesi, eppure solo fino al 2006 sembrava che quella intera cifra fosse sufficiente per completare tutta la bonifica. Adesso si parla invece di 500 milioni. Insomma dove sta la verità?

“E’ indubbio che sia necessaria chiarezza, sicuramente ci sarà massimo impegno per trovare i fondi necessari ma è giusto che adesso si faccia un preventivo chiaro che indichi le spese certe e i tempi certi. Sono stati spesi 50 milioni per ora, io non posso valutare cosa sia stato fatto in questi anni perché quando sono cominciati i lavori non c’ero, però posso dire che c’è ancora molto da fare. L’assessore Renata Briano dice che dovrebbe arrivare un milione e mezzo di euro, per un accordo quadro, entro dicembre, ma questo milione e mezzo non potrà essere determinante“.

Qual è la situazione più grave sul sito secondo lei? “Il problema maggiore è l’inquinamento dovuto al cromo esavalente, che uno dei peggiori inquinanti perché a contatto con l’acqua si scioglie come zucchero, se viene tagliato rischia di produrre gas inalati. E’ un grave rischio per le persone e per una zona come questo che vive di turismo”.

Un’ultima riflessione invece è dedicata agli operai che hanno perso il loro lavoro in Stoppani per questioni contrattuali quantomeno controverse e hanno recentemente perso la causa per il reintegro. Tra questi operai, ovviamente, molti padri di famiglia, che sia per il difficile momento del mercato del lavoro sia per l’età hanno enormi difficoltà a trovare un nuovo posto di lavoro.

“Io sono in contatto con il loro avvocato – ci dice Piredda – mi adopererò per fare da tramite con il vice commissario straordinario e cercare di risolvere questa questione”.

Insomma, la questione Stoppani è ancora aperta, sia per quanto riguarda la messa in sicurezza del sito, sia per quanto riguarda la questione dei lavoratori ai quali non è stato rinnovato il contratto. Appare però altrettanto chiaro, come sottolinea Piredda, che al di là degli interventi che le risorse disponibili permetteranno di fare, sia ora il momento della chiarezza, di avere dati e prospettive certe su tempi e i costi.