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Per la Samp pareggio a Verona e tanta sofferenza

Verona. Era già pronto il titolo “la fatal Verona”, e invece una Samp bruttina e impaurita riesce a portare via un pareggio sul campo dell’ambiziosa neopromossa gialloblù.

Una partita che ai punti la Samp avrebbe meritato di perdere e che ha giocato come in precampionato si è temuto giocassero le sue avversarie, confusionarie e arroccata nella speranza di non prenderne.

Rivoluzione aveva annunciato Atzori, e una rivoluzione è stata ma solo negli undici titolari: Da Costa in porta, Rispoli, Volta, Gastaldello, Castellini sulla linea difensiva; Padalino, Bentivoglio, Dessena, Semioli su quella dei centrocampisti; Bertani e il rientrante Pozzi in avanti. Non una brutta squadra, diciamolo: Padalino riportato al suo posto, il rientro di Pozzi Bentivoglio rilanciato dal primo minuto con uno Dossena volenteroso. Cinque innesti rispetto alla sconfitta con il Torino.

E in effetti il risultato sembra confortante: subito un affondo di Padalino, poi uno di Rispoli che serve Pozzi sprecando invece una buona palla da servire a Bertani e poi al 15’ il rigore trasformato da Nicola Pozzi. Da lì dovrebbe cominciare una partita da portare a casa senza patimenti. E invece.

Il Verone di Mandorlini si organizza, conquista campo e metri, prova a giocare al pallone e mette in difficoltà la difesa blucerchiata. Dopo una sfuriata in avanti di Castellini il Verona trova il pareggio: siamo al 34’, cross di Abbate e gol di testa di Gomez.

Il Verone cresce a chiude il primo tempo in avanti, ma è nel secondo tempo che c’è davvero il cambio di passo con la Samp che si ritira nella sua metà campo. Al 1’ tempo è Russo a sfiorare subito il gol, poi al quarto d’ora Tachtsidis.

A quel punto comincia un monologo gialloblù che le sostituzioni di Atzori non riescono a interrompere. Non serve al 20’ la sostituzione di Pozzi con Piovaccari per dare più spessore all’attacco blucerchiato, neppur quella di Laczko per Semioli. Le palle gol sono sempre gialloblù e spesso nei piedi o nella testa del solito Gomez.

La partita si conclude con una Samp timorosa che ha cercato di placare le sfuriate veronesi. Si finisce con un punto, per una classifica che non si aggrava solo perché tra le avversarie vince solo il Torino.

Il tempo ora è davvero scaduto e la Samp deve ritrovarsi.