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Cronaca

Pensioni, Spi Cgil: “569 euro la media per le donne, 1184 euro per gli uomini”

Genova. ”Previdenza e assistenza oltre la crisi: migliorare il presente – garantire il futuro“, è il convegno organizzato dal Coordinamento Donne Sindacato Pensionati Italiani della Cgil di oggi, durante il quale sono stati affrontati temi di attuale interesse in un periodo, come questo, di profonda crisi e di cosiddette ”riforme” che rischiano di mettere in serio pericolo il futuro economico e sociale del nostro Paese.

Come ha sottolineato Mina Grassi, responsabile Coordinamento donne Spi – Cgil, durante l’introduzione: “Appresa la recente notizia di un ulteriore declassamento dell’Italia da parte delle agenzie di rating, il governo dovrebbe impegnarsi maggiormente sui fronti dello sviluppo e della crescita, puntando sull’innovazione, l’industrializzazione del mezzogiorno, abbattendo il prelievo fiscale sui redditi da lavoro e da pensioni, e affrontare il tema del sempre più elevato tasso di disoccupazione giovanile.” Le manovre varate in questi mesi vanno invece in direzione opposta. Per quanto riguarda il tema della previdenza sono stati di supporto i dati, che saranno resi noti domani durante la presentazione del Bilancio Sociale dell’Inps Liguria, anticipati durante il convegno da Fabrizio Ottavi, Direttore Inps Regionale: essi ci raccontano con estrema precisione la situazione previdenziale della nostra regione: il 68% delle pensioni erogate si riferisce al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti con una media di 1.033 euro a pensionato, mentre la media del complesso delle pensioni fa registrare un valore di 814 euro. I dati più significativi sulla condizione pensionistica delle donne son i seguenti: solo il 5.2 % delle donne percepisce una pensione di anzianità, contro il 50% circa degli uomini; inoltre le donne ad oggi percepiscono una media di 569 euro al mese di pensione contro i 1184 degli uomini.

A conclusione della giornata Anna Giacobbe, Segretaria Generale Spi Cgil Liguria, ha affrontato in particolare il tema della condizione lavorativa e pensionistica delle donne, che potremmo definire “inaccettabile” a causa della profonda diseguaglianza sociale e di genere: “Oggi abbiamo sottolineato la condizione presente delle donne in pensione e il futuro delle lavoratrici, che presentano caratteristiche similari: lavori discontinui e mal pagati, dai quali non possono che derivare pensioni misere. Il seguente dato è esplicativo della situazione: le donne ad oggi percepiscono una media di 670 euro al mese di pensione contro i 1184 degli uomini; per questo gli obiettivi del Sindacato Pensionati sono in stretto rapporto con la battaglia della Cgil: creare una crescita economica capace di generare lavoro e lavoro “buono”. Inoltre vogliamo un sistema di welfare che non confini le donne nel lavoro di cura e che i servizi sociali non siano pesantemente attaccati dal governo. Infine auspichiamo un reddito sufficiente ed adeguato che è la base materiale per l’autonomia delle donne di tutte le età”.