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Cronaca

Osservatorio Prè-Gramsci e mobilitazione antirazzista: prove di dialogo nel centro storico

Genova. Attivo da tre giorni, l’osservatorio Prè Gramsci riferisce giornalmente, anche più volte al giorno, le condizioni in cui versa una delle zone più calde del centro storico genovese.

Il nuovo soggetto, “distaccato dalla politica, è nato esclusivamente per contrarre i tempi di reazione contro qualsiasi violenza e porre all’evidenza del Municipio e delle Forze dell’Ordine situazioni che potrebbero non essere lette con l’attenzione che i cittadini richiedono”.

Le “osservazioni”, che dal 5 ottobre arrivano puntuali via mail a stampa, forze del’ordine e istituzioni, riguardano spesso i nodi cruciali su cui si avvitano le battaglie quotidiane a colpi di ordinanze e retate: spaccio alla luce del sole, degrado, prostituzione e spazzatura. Da ultimo il caso delle video lottery che ha smosso a più livelli Questura ed enti locali, come dimostra anche la lettera del presidente Burlando in materia. “Grazie al questore Massimo Maria Mazza che ha sospeso la procedura amministrativa per il rilascio della licenza del locale al 173 rosso di via Prè a poche decine di metri dall’incubatore d’impresa, – scrive l’osservatorio – il biglietto da visita è veramente gradito e cercheremo di incontrarlo al piu’ presto per aprire una corsia di confronto e collaborazione con il quartiere”.

“Vico Largo e Vico S Fede ieri – è il report di ‘un residente che non si arrende’ – pomeriggio di tranquillo spaccio da parte di almeno 2 nordafricani e almeno 2 italiani (basta che qualcuno aspetti qualche minuto perchè gli venga offerta senza alcuna remora “roba” di qualsiasi genere), intervallato da qualche mezz’ora di stop causa passaggio di carabinieri o polizia in moto (anche contemporaneamente!). Ore 23: spazzatura che ingombra praticamente metà dei due vicoli, bottiglie di birra lasciate da chi ha passato il pomeriggio in attesa di clienti e sparse a terra intere o a pezzi il tutto condito da un amabile e intenso odore di orina”.

Questa mattina invece durante “una passeggiata per acquistare i giornali”: “scendo per Via San Giovanni, manifesti per la manifestazione di oggi sulle mura della chiesa di Prè e poi bivacco di varie etnie con birra in vetro in mano e a garganella, i soliti negozi sulla frontiera che elargiscono e stappano bottiglie; sulla piazza della Commenda bivacco e consumo. Alle 14 spariranno ed andranno a smaltire altrove. Come pensiamo di convogliare il turismo delle Crociere dalla Commenda attraverso Pre e poi nel resto del centro storico se questo è il buon mattino?- domanda retoricamente il cittadino che ha fatto il report – Bene l’ordinanza. Grazie assessore Scidone e Comune, ma dobbiamo ancora studiare altre misure se pensiamo di rivitalizzare il nostro quartiere, martirizzato da questa piaga e da questa gente che forse oggi avrà spiegazione su come integrarsi dalle associazioni riunite a Sant’Elena”.

Il riferimento è alla “Giornata di mobilitazione nazionale per la solidarietà e l’accoglienza di tutte le immigrate e gli immigrati” che dovrebbe tenersi oggi alle 18 in piazza S.Elena, organizzata da diverse associazioni tra cui Socialismo Rivoluzionario, CIB-Unicobas, Associazione nazionale Antirazzista e Interetnica “3 febbraio”, Partito Umanista, Socialismo Libertario, Giovanni Russo Spena resp.giustizia PRC, Michele Natale USB Puglia, Rosangela Pesenti, Circolo Askavusa (Lampedusa), padre Carlo D’Antoni (Siracusa), Alex Zanotelli, Collettivo Sorellanza e Libertà “Maripose” (Genova).

“Perchè non si impegnano fattivamente, non fanno proposte serie e Pratiche, non danno solidarietà ai residenti lasciati da soli a combattere contro lo spaccio e la delinquenza? O forse sono solo parole buttate lì da persone ideologicamente schierate che soprattutto non abitano nel quartiere. Fino a quando non comprendiamo tutti che la convivenza deve passare dalla eliminazione delle condizioni che provocano il degrado e la creazione dei ghetti, le divisioni saranno sempre maggiori” scrive un primo cittadino all’osservatorio.

“Sfatiamo una volta per tutte la convinzione che ci sia una qualche forma di razzismo nelle nostre azioni – scrive un secondo cittadino – Proviamo per una volta a dialogare con queste realtà (che evidentemente sono altrettanto presenti) cercando punti di contatto, invece che barricarci nella convinzione che siamo gli uni contro gli altri. Avremmo magari visioni diverse ma non escluderei che potremmo scoprire di avere punti di contatto. Facciamogli capire che anche noi “vogliamo promuovere la solidarietà e l’unione tra tutte le persone che stanno cercando una vita migliore, ma
guardandoci negli occhi”.