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Museo Luzzati, presentazione del calendario: “Dal 1945 in questo Stato per non dimenticare le stragi”

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Genova. Venerdì, alle ore 17, il teologo professor Giampiero Bof presenterà il calendario “dal 45 in questo Stato”, ideato da Carmelo Cusumano ed illustrato con le tavole del maestro Nani Tedeschi.

I mesi di questo annuario sono “segnati” dalle stragi che hanno accompagnato la storia democratica del nostro Paese: dal 1º maggio 1947 “Strage di Portella della Ginestra” al 18 settembre 2008 Strage di Castelvolturno.

Il progetto ideato da Cusumano intreccia i grafemi e la filosofia di Bof al lungo elenco delle stragi italiane, intervallando mesi e stagioni tramite la grande tecnica pittorica di Tedeschi.

Il calendario è nato come “Una riflessione sul passato che deve essere ben presente (…) per suscitare interrogativi che, aldilà della matrice stragistica, siano un punto di riflessione per ognuno di noi sulle scelte che si sono successivamente verificate, le quali hanno influenzato le nostre vite non solo a livello economico, ma anche a livello socio-politico-culturale” così l’ideatore dell’iniziativa Carmelo Cusumano, “libero cittadino”, introduce la scelta di dedicare un calendario alle tante stragi senza colpevoli della storia del nostro paese.

All’incontro sono stati invitati i rappresentanti di tutte le associazioni di vittime delle stragi

Giampiero Bof prete, ha lungamente insegnato in diverse scuole.

Nato a Cogoleto, non è impossibile che vada a morirvi, nonostante la chiusura del manicomio.

La sua esistenza è stata sostenuta nel luminoso principio di Don Chisciotte: «parla Sancho, perché parlando il cervello si spurga». Nani Tedeschi. Biografia è nato e vive nella bassa, da cui trae ispirazione da sempre.

Ora abita sotto il Rodano, il torrente caro all’Ariosto: l’argine taglia il cielo in fondo ai prati, sopra volano gli ippogrifi, che scendono verso il Po. Spesso si fermano coi 3 cani, i 6 gatti, le 4 tartarughe di casa, gli innumerevoli pesci del buco, chiamato lago, sotto il salice piangente.

Da più di mezzo secolo gli è preziosa compagna Manuela, insostituibile ispiratrice ed istigatrice al lavoro. Ci sono poi 2 figli e due nipoti sparsi per il mondo, in quel di Ravenna, città di origine della madre.

Tedeschi lavora da sempre. Molto spesso è attratto dai testi letterari, che finiscono coll’intercalare il lavoro abituale. Cominciò nel ‘68 col Signore delle mosche e poi L’Orlando furioso e nel tempo, il Teofilo Folengo, la Satira V dell’Ariosto, e autori contemporanei come Quasimodo che lo onorò della sua amicizia, Carmelo Cusumano, Giuseppe Pederiali, e altri fino agli ultimi Cervantes col Don Chisciotte, il Pinocchio, l’Apocalisse.