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Le “gattare” istituzionalizzate nel genovese: il Comune rilascia un tesserino di riconoscimento

gatto

Genova. In una città come Genova, in un luogo fatto di sali e scende, di quartieri che vivono come paesi, la  gattara (e il gattaro: stanno aumentando gli uomini che si dedicano a questo importante volontariato) è “istituzionalizzata”: il Comune rilascia, dietro richiesta degli zoofili, un tesserino di riconoscimento alle persone incaricate di accudire e alimentare le colonie feline. “I vantaggi di questa operazione sono evidenti”, spiega l’assessore al Benessere animale del Comune, Pinuccia Montanari. “L’amministrazione comunale riconosce che l’opera delle gattare è meritoria, in quanto tale lavoro è equiparato a un servizio ufficiale”.

Di più. “”Da qualche tempo il Comune è impegnato nel censimento delle colonie feline (e dei referenti di colonia): una sorta di Piano Regolatore dei Gatti”, aggiunge Edgar Meyer, referente dell’assessorato al Benessere animale. “Grazie a questa attenzione dell’amministrazione pubblica vi è la possibilità di monitorare il randagismo sul territorio, di avere una campionatura costante della situazione, di conoscere costantemente lo stato di salute delle colonie”.

A Genova si stima vivano circa 20.000 gatti liberi (ma i numeri reali si potranno sapere solo al termine del censimento). “E’ meglio per tutti, uomini e animali, se sono in salute. Anche per questo abbiamo voluto approvare un nuovo Regolamento comunale che prevede la tutela e il benessere degli animali liberi che vivono in città”, conclude Montanari.

“Questo agile manualetto redatto dall’associazione Zampatesa con la collaborazione del Comune e della Regione intende offrire a cittadini che si occupano delle colonie di gatti liberi alcuni strumenti utili in materia di tutela degli animali, di legislazione, modalità operative e consigli pratici”, sottolinea Meyer. “Le leggi forniscono, infatti, utili supporti per difendere i nostri amici animali e per pretendere rispetto a favore di chi convive con loro, li nutre e li aiuta. Bisogna conoscerle bene, e farle rispettare”, conclude il referente.

Del resto, come ha scritto Gandhi, “la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. L’augurio è che il manualetto che avete in mano possa fornire un piccolo contributo a questo progresso morale.

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