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Economia

Incontro enti locali e governo sul Tpl, Vesco: “Il mio voto è 5 meno meno”

Genova. Se la situazione non apparisse davvero drammatica si potrebbe dare una definizione ironica del tavolo di oggi pomeriggio tra Governo, nella persona di Altero Matteoli ministro dei Trasporti e gli enti locali (presenti il governatore della Liguria Claudio Burlando, gli assessori regionali ai Trasporti, Enrico Vesco, e al Bilancio Pippo Rossetti e il vice sindaco di Genova Paolo Pissarello). La questione è delicatissima e annosa: il futuro del cosiddetto tpl, il trasporto pubblico locale.

Il titolo da dare a questo tavolo infatti dovrebbe essere qualcosa tipo: apocalisse 2012.

Enrico Vesco senza mezzi termini dice che il voto da dare a questo incontro è un “5 meno meno”. “Abbiamo chiesto al ministro di farsi garante per l’erogazione delle risorse e possiamo dire che per il 2011 siamo moderatamente ottimisti – ha detto Vesco – ma per il 2012 siamo invece molto preoccupati, perché è buio pesto. I dati sono allarmanti: il settore, tra l’altro, non ha risorse per stare in piedi. E sul futuro il ministro è stato molto, troppo vago”.

Il primo provvedimento che il governo aveva attuato risale al patto di stabilità del 2011 dove erano stati previsti 425 più 50 milioni per il trasporto pubblico da distribuire alle regioni. Soldi che dovrebbero arrivare e per la Liguria dovrebbe equivalere a 25 milioni circa. Poi c’è l’accordo di dicembre di altri 425 milioni e in questo caso invece il governo ha detto che ne mancano 25 (sui 400 complessivi rimanenti alla Liguria dovrebbero arrivare 22-23 milioni pari al 5,54% dell’ammontare complessivo).

“Come Regione abbiamo chiesto a Matteoli di interloquire e di farsi garante per l’erogazione dei soldi”. Solo ieri sera, fra l’altro, si è compreso quanto ammontino le risorse disponibili (infatti i dati tra Regioni e ministero dell’economia prima non coincidevano).

“La situazione è drammatica per il trasporto ferroviario dove il ministro non ha dato alcuna risposta: noi abbiamo un altro contenzioso, perché su un contratto di 6 anni Trenitalia si era impegnata a fare grossi investimenti, invece il contratto di servizio a questo modo è decisamente messo in discussione – dice Vesco – e anche qui Matteoli si è impegnato a fare un confronto con Moretti per darci quanto prima un quadro di riferimento e risposte, ma se fossimo a scuola il giudizio di questa riunione sarebbe 5 meno meno”.

Pippo Rossetti ha usato toni meno enfatici, ma il giudizio appare il medesimo: “Dialogo costruttivo, pacato e chiaro, il ministro si è impegnato a trattare con il Tesoro, se si trovano le risorse del 2011 le aziende possano tamponare e andare in pareggio. Ma esistono problemi sia con Trenitalia sia sul trasporto su gomma per il 2012”.

Il 2012 come spettro, dunque. Lo conferma anche Andrea Gatto, Faisa Cisal: “C’è un finanziamento inadeguato su Trenitalia, a fronte dei 90 milioni dell’anno scorso ne arriveranno solo 20, il problema esploderà nel 2012 non ci sarà alcuna certezza, le risorse sono ferme ma non si sa dove siano – e aggiunge -per il 2012 vuoto totale, c’è il serio rischio di fallimento per le imprese”.

In una tale situazione Gatto ancora avverte: “Se non si trovano accordi e risorse sarà conflitto sociale”.