Quantcast

In Regione una commissione per perseguire le discriminazioni sull’orientamento sessuale

Arcigay

Genova. Genova città dei diritti e ora una commissione regionale in grado di indagare e promuovere iniziative contro le discriminazioni dovute all’orientamento sessuale.

L’ha voluta l’assessore al welfare della Regione Liguria, Lorena Rambaudi, d’accordo con il Ministro Sacconi che ha promosso una ricerca di Arcigay in grado, per la prima volta, di fornire dati qualitativi e quantitativi sul fenomeno della discriminazione delle persone gay, lesbiche e transessuali sul lavoro in Italia.

“L’obiettivo – spiega l’assessore Rambaudi – è quello di promuovere iniziative per sollecitare comportamenti corretti e contrastare quelli discriminatori, coinvolgendo sia le competenze ministeriali, regionali, delle agenzie per il lavoro private e delle parti sociali, proprio perché il mercato del lavoro deve essere sempre più trasparente ed efficiente, fondato sul diritto di ciascuna persona di transitare da un posto all’altro senza alcuna discriminazione”.

“La Regione Liguria – continua Rambaudi – già nel 2009 aveva promosso una legge contro l’omofobia ed è oggi disponibile a collaborare con il Ministero del welfare e a mettere in campo iniziative autonome nell’ambito del coordinamento regionale”. Fanno parte della commissione oltre ad alcune strutture regionali, le associazioni maggiormente rappresentative impegnate nella tutela delle persone con un diverso orientamento sessuale o identità di genere.

Sulla base della ricerca di Arcigay i lavoratori omosessuali e transessuali risultano discriminati in Italia e spesso costretti a rendersi “invisibili” per proteggersi. Dall’indagine emerge che sul totale dei questionari raccolti (2.229) il 13% delle persone omosessuali ha visto respinta la propria candidatura per un posto di lavoro a causa della propria identità sessuale negli ultimi dieci anni, percentuale che sale al 45% tra i transessuali. Il 4,8% ha dichiarato di essere stato licenziato o ingiustamente non rinnovato a causa della propria identità sessuale, percentuale che sale al 25% tra le persone trans. Inoltre il 19,1% ha dichiarato di essere stato trattato ingiustamente sul lavoro in quanto omosessuale e la percentuale sale al 45,8% delle persone trans da femminile a maschile e addirittura al 56,3% delle persone trans da maschile a femminile. Una discriminazione che risulta uniforme su tutto il territorio nazionale.