Il futuro nel segno della biologia quantistica: Penrose al Festival della Scienza

Genova. “Dovremo iniziare a confrontarci con gli effetti quantistici anche su scale più grandi”. Lo ha detto Roger Penrose, professore emerito di matematica all’Università di Oxford, che a Genova per il Festival della Scienza ha spiegato, a margine del convegno dedicato all’evoluzione dell’universo, come i prossimi anni saranno nel segno della meccanica quantistica applicata alla biologia e al cervello.

Penrose ha affermato come alcuni nuovi studi, ancora non accettati da una parte della comunità scientifica, stanno per rivoluzionare le nostre conoscenze sui meccanismi di funzionamento dei neuroni e della biologia in generale.

La meccanica quantistica è una teoria fisica nata per rispondere ad alcuni comportamenti non contemplati dalle teorie ‘classiche’ e ha dato vita a complessi dibattiti filosofici legati all’abbandono del determinismo. Questa nuova fisica risponde bene alla spiegazione dei fenomeni su scale sub-atomiche ma non trova quasi nessun riscontro in natura.

“Alcuni studi hanno osservato effetti quantistici nei microtubuli dei neuroni”, ha affermato Penrose, “dove è stato registrato un fenomeno simile alla superconduttività, praticamente a temperatura ambiente”. Secondo il matematico e fisico inglese, la meccanica quantistica sarà la base per la comprensione della biologia e del funzionamento del cervello, di cui peraltro sostiene: “non sarà mai possibile riprodurlo artificialmente. La consapevolezza, la capacità di astrazione o di comunicazione non sono e non saranno mai riproducibili computazionalmente”.

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