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Cronaca

Genova, trasporto pubblico: nuovo sciopero di 24 ore

Nuova giornata di disagi per il trasporto pubblico locale. Questa volta a proclamare lo sciopero nazionale di 24 ore è l’Unione Sindacale di Base contro il taglio del 70% delle risorse dedicate al settore, “che sta già producendo esuberi, taglio di salario, aumento delle tariffe e diminuzione del servizio”.

Saranno rispettate, ricorda il sindacato, le fasce di garanzia, diverse di città in città. In una nota, l’Usb invita “tutti i lavoratori del tpl a fermarsi per fermare la distruzione del trasporto pubblico locale e per difendere il futuro occupazionale di 150.000 lavoratori del settore, il diritto alla mobilità, la natura pubblica del servizio e la volontà popolare espressa con il referendum del 12 e 13 giugno”.
Il sindacato di base spiega che “istituzioni locali, aziende e sindacati complici stanno confezionando piani industriali che colpiscono i livelli occupazionali senza affrontare le problematiche generate dalle gestioni ‘allegre’ delle aziende, che con parentopoli, appalti e sub appalti hanno depredato e continuano a depredare il denaro pubblico”.

Secondo l’Usb, “si sceglie invece di tagliare il servizio ed a questo scopo si predispongono gli strumenti per liberarsi di parte dei lavoratori, come dimostra la costituzione degli ammortizzatori sociali per il settore, ovvero cassa integrazione sulle spalle della collettività”.

“Emblematico il caso della Campania, dove la Regione ha annunciato ben 2.000 esuberi e riduzione del servizio; o della Calabria, dove accordi a perdere hanno concertato il taglio del salario di secondo livello” afferma l’Usb. La scelta del 3 ottobre “si inquadra nell’ambito della mobilitazione internazionale indetta per questa data dalla Wftu, la Federazione sindacale Mondiale di cui Usb è membro, che vedrà iniziative di lotta in Austria, Bangladesh, Paesi Baschi, Brasile, Catalogna, Centrale, Cile, Costa Rica, Cuba, Cipro, Repubblica Dominicana, Egitto, El Salvador, Filippine, Finlandia, Grecia, Guatemala, Honduras, India, Libano, Nepal, Nigeria, Pakistan, Panama, Polonia, Puerto Rico, Russia, Senegal, Spagna, Sri Lanka e Venezuela”.